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Quando si parla di “draw” nel Texas Hold’em, ci si riferisce quasi sempre alla situazione in cui in mano si ha 4/5 di scala o di colore. In questa lezione vedremo come affrontare le differenti situazioni ed in particolar modo come massimizzare i guadagni quando centriamo il progetto.
Se il flop ci da una scala bilaterale abbiamo circa il 31,5% di centrare la scala nelle due carte seguenti. Nel caso in cui il turn non ci dia nessun aiuto le percentuali scendono al 16%. Queste percentuali crescono se in mano abbiamo una coppia o due overcards.
Vediamo qualche esempio:
In mano abbiamo Ap 5c e il flop ci da la scala bilaterale: 6p 4p 3d. Abbiamo 8 out per la scala, una overcard, e un out per il draw per il colore back-door, ovvero in totale 12 out equivalenti al 45%.
In mano abbiamo JT di cuori e al flop scendono 9q 8c 3f: anche in questo caso abbiamo la bilaterale che ci da 8 out, due overcards e un out per il colore back-door. In totale sono 15 out per il 54,1% di possibilità.
In entrambi i casi comunque ci sentiremo sicuri solo quando centreremo la scala piuttosto che una coppia.
Un fattore molto importante da tenere in considerazione è che quando si cerca il draw è preferibile trovare al flop carte di semi diversi: se così non è dovremo scartare 2 out per il possibile colore e comportarci con molta prudenza in caso esca una di queste due carte. Perciò se dopo un flop del genere qualcuno punta in maniera forte è consigliabile non seguire il rilancio e passare. Al contrario se trovi un flop di semi diversi la tua chiamata sarà quasi sempre giustificata. Di seguito sono mostrate alcune eccezioni:
Quando centriamo la scala bilaterale con una sola carta tra le nostre coperte, non abbiamo una mano forte come nel caso precedente. Il motivo è che la scala è molto più visibile e sarà più difficile riuscire a monetizzare al massimo l’eventuale punto. Inoltre qualcuno potrebbe aver già raggiunto la scala prima di noi.
Se dopo il flop si ha un flush draw, le possibilità di completare il progetto saranno maggiori e per questo è anche più facile giocare in questa situazione. Ci saranno 9 out per centrare il colore che equivalgono al 35% di probabilità: se poi si hanno overcards, una coppia o un draw per la scala le possibilità aumenteranno notevolmente.
Ad esempio supponiamo di avere KQ di fiori in mano e al flop scendono Jf Tf 5c. In questo caso abbiamo 9 carte a fiori che ci danno il colore (l’asso ci regala addirittura la scala reale, il 9 la scala colore), 6 carte per la scala, 6 carte per le overcards, ovvero 21 outs totali per una percentuale del 78% di ottenere almeno una coppia. Se invece le nostre carte sono 53 di picche su un flop Ap Kp 9c, avremo solo il 34% per i 9 out del colore.
Se al flop scendono 2 carte dello stesso seme che ci danno 4/5 di colore è quasi sempre corretto cercare di chiudere il progetto. Anche in questo caso però ci sono alcune eccezioni:
Altra cosa da considerare è che quando si cerca di chiudere il colore è consigliabile mantenere più persone possibili al tavolo, in modo da poter aumentare il piatto con una spesa non molto alta. Perciò in questi casi è sempre meglio limitarsi al call piuttosto che cercare di vincere la mano subito con un grosso rilancio in semi-bluff. Si deve rilanciare solo se lo si ha fatto pre-flop e si hanno buone possibilità di vincere il piatto con questo rilancio.
Ad esempio se abbiamo AK di colore dal bottone e al flop ci sono 3 carte basse, possiamo permetterci di fare un grosso rilancio dopo diversi call: avremo buone possibilità di centrare il nostro colore nut e allo stesso tempo possiamo vincere la mano senza scoprire il turn.