Your worst poker enemy by Alan Schoonmaker

Your worst poker enemy di Alan Schoonmaker


Continuiamo a parlare di psicologia del poker e lo facciamo ancora una volta con il dottor Schoonmaker, che con questo titolo completa quella che possiamo definire una “mini serie”, aperta con “Your Best Poker Friend”.



Se nel precedente titolo (Your Best Poker Friend) venivano trattati gli elementi psicologici positivi, e cioè il giusto atteggiamento e i giusti accorgimenti da prendere al fine di sentirci bene con noi stessi e migliorare le nostre prestazioni; in questo secondo capitolo – Your worst poker enemy - Alan Schoonmaker analizza tutta quella serie di atteggiamenti e pensieri negativi che spesso si impossessano di noi al tavolo da poker, e che sono causa di cattive prestazioni.

La pericolosità del subconscio

Se infatti, nel gioco del poker, non impariamo a controllarlo, il nostro subconscio può emergere in maniera prepotente, e guidare buona parte, se non tutte, le decisioni che prendiamo al tavolo, generando un completo disastro.

Pensate per esempio alla classica situazione in cui subiamo due o più bad beats consecutive: se non siamo in grado di controllare il nostro ego, cosa che, in “Your worst poker enemy”, il dottor Alan Schoonmaker intende insegnarci a fare, un atteggiamento disfattista potrebbe prevalere, portandoci a trasformare il nostro gioco in quello di un maniaco, e causando innumerevoli sconfitte.

L'importanza del tilt

Come sempre una buona parte della trattazione di “Your worst poker enemy” è dedicata al tilt ed alla sua gestione. Ricordiamoci infatti che il tilt è l’elemento principale quando si parla di psicologia ai tavoli da poker, e spesso la differenza tra un buon giocatore e un ottimo giocatore altro non è che la gestione del tilt.

Dopotutto è lo stesso Tommy Angelo, vero e proprio guru del coaching del gioco del poker, ad affermare che per essere giocatori di poker vincenti non bisogna essere tiltless ma piuttosto essere capaci di tilt-less, ovvero tiltare meno frequentemente.

Un altro argomento che viene trattato è il tipico atteggiamento disfattista del perdente, che porta ad assumere uno stile di gioco del poker completamente sbagliato.

Per esempio evitare di rilanciare per proteggere la propria mano perché nelle mani precedenti abbiamo sempre visto la nostra top pair battuta al river, e quindi abbiamo perso fiducia, è un errore molto grande e, tradotto in termini economici, una perdita secca di soldi. Quindi evitare di effettuare la giocata corretta, perché siamo sfiduciati dalla sfortuna, non deve mai accadere, ed il libro è proprio qui per questo.

A chi è consigliato

Personalmente ritengo che la lettura di “Your worst poker enemy” di Alan Schoonmaker sia un passo doveroso verso la costruzione di un giocatore di poker vincente e sicuro di sé, perché la fiducia in sé stessi è elemento fondamentale per ottenere i migliori risultati che il nostro livello di poker è in grado di garantirci.