Poker Winners Are Different di A. Schoonmaker

Poker winners are different

In questo articolo Lorenzo Draghi recensisce e ci descrive le caratteristiche del secondo libro di Alan N. Schoonmaker, “Poker Winners Are Different”. In questo libro l’autore si focalizza sulle differenze psicologiche fra i giocatori vincenti e non.

Quando si parla di Libri di Texas Hold’em dedicati all’aspetto psicologico del poker il nome di Alan N. Schoonmaker rappresenta il punto di riferimento per chiunque sia interessato a questo genere di letture. Molti giocatori di Texas Hold’em, infatti, sottovalutano questo aspetto del gioco, preferendo magari concentrarsi, a volte anche eccessivamente, sugli aspetti tecnici e matematici del gioco.

Imparare a ragionare in maniera corretta, a gestire i momenti negativi e le bad beats e ad avere una disciplina per una corretta gestione del bankroll sono tutti aspetti non secondari, fondamentali per una carriera vincente da giocatori di Texas Hold’em. In questo nuovo libro del dott. Alan N. Schoonmaker, si tende ad analizzare cosa differenzia giocatori vincenti rispetto a quelli che, magari possedendo la stessa abilità tecnica e matematica, non riescono a portare a casa risultati positivi.

Giocatori vincenti di texas hold’em

Come in qualsiasi altro sport anche nel Texas Hold’em la mentalità da giocatore vincente è in grado di fare la differenza: giocatori solidi psicologicamente, pronti a vincere e consapevoli che l’applicazione e la dedizione sono le chiavi del successo sono quelli che alla fine della giornata portano a casa i profitti. Perché come lo stesso autore ama spesso ripetere nella pagine del suo “Poker Winners Are Different” vi è una differenza abissale tra giocare bene e vincere, e spesso la chiave di tutto questo è nella fiducia in sé stessi.

La sindrome del perseguitato

Come qualsiasi altra variante di Poker, anche il Texas Hold’em risente dell’influenza della sorte, anche perché in caso contrario nessuno giocatore perdente si siederebbe di nuovo al tavolo di gioco, e questo genera la necessità di doversi raffrontare con bad beats o semplicemente periodi caratterizzati da risultati negativi.

E’ proprio durante queste fasi che i giocatori perdenti dimostrano i loro limiti cadendo nella cosiddetta sindrome del perseguitato. Questo li porta a pensare che tutto agisca contro di loro, che siano gli unici a subire delle bad beats, e in linea di massima che la sola differenza tra loro e chi invece porta a casa risultati positivi in maniera costante e continua sia solo la sfortuna.

Ricordiamoci che però sfortuna e fortuna non esistono, sono pure creazioni mentali come passato e futuro, e che sul lungo termine le mani che giochiamo a Texas Hold’em seguono le leggi della matematica e della statistica: i giocatori vincenti ne sono al corrente e anzi sanno crearsi la propria fortuna, gli altri semplicemente no.