PokerStars e lo sciopero dei giocatori scontenti: cosa succede

News sullo sciopero dei players su PokerStars

I giocatori di poker online della piattaforma di PokerStars non ci stanno ad accettare i cambiamenti annunciati, ed hanno proclamato uno sciopero. Vediamo le motivazioni dell’attrito tra la poker room ed i suoi players, e cosa sta succedendo.

In corso uno sciopero su PokerStars

Tutto è iniziato sul noto forum di poker, “TwoPlusTwo”, dove circa una settimana fa è apparso un post che proponeva una sciopero per evidenziare il malcontento dei giocatori sui cambiamenti che avverranno nel PokerStars Vip System dal 1° gennaio 2016.

Il post su 2+2 ha raggiunto tante persone in poco tempo, è diventato popolare, ed all’evento creato si sono iscritti migliaia di partecipanti: tutti si sono dati “appuntamento” per non giocare a poker online su PokerStars, dal 1° al 3 dicembre 2015: lo sciopero è dunque in corso! Dani "Ansky" Stern che ha lanciato questo sciopero, ha espresso chiaramente nel suo post, che si tratta di un boicottaggio della durata di 72 ore, dovuto al fatto che “questi cambiamenti porteranno effetti devastanti alla community del poker online”.

Non sembra esserci grande partecipazione: l’idea di Rocco Palumbo

rocco palumbo

Già il primo giorno dello sciopero, non sembrava affatto che sulla poker room stesse cambiando qualcosa per quanto riguarda il numero di giocatori. Un utente di TwoPlusTwo ha infatti evidenziato sul forum, come il 1° dicembre verso le 15.00 circa, su PokerStars ci fossero oltre 10.000 players impegnati a giocare sui tavolo di cash game, proprio come gli altri giorni. Chi ha quindi aderito allo sciopero, difficilmente avrà fatto sentire la sua mancanza nella room, visto l’elevato numero di players in atto. Del resto come evidenzia sempre questo utente di 2+2, poiché siamo alla conclusione dell’anno solare e si devono raggiungere obiettivi per bonus e livelli vip ancora validi per poco, alcuni giocatori non avranno potuto scegliere di non giocare.

Rocco Palumbo ha espresso la sua opinione riguardo questo sciopero su PokerStars. Secondo quanto dichiarato a gioco news dal professionista detentore di un braccialetto delle World Series Of Poker, “E’ troppo importante dare un segnale di forza; è importante mostrare che siamo davvero interessati a quello che facciamo, che vogliamo continuare a giocare sul sito che ha il monopolio mondiale del poker perché è sempre stato il migliore , e perché si è guadagnato la nostra rake col miglior vip sistem del mondo, il miglior supporto e software e le migliori promozioni. Può essere che long term QUESTI cambi che Stars ha fatto si rivelino migliori? Si, potrebbero... Ma la strada in cui si sta avviando Amaya con la gestione di PokerStars? No, non sono d'accordo. Ed è importante mostrare che non siamo d'accordo”.

Daniel Negreanu fulcro del divario tra giocatori e dirigenti di Amaya

Dniel Negreanu

Tra tutti i giocatori che rappresentano PokerStars, Daniele Negreanu è di certo il più significativo sotto molti aspetti: Kid Poker è conosciuto in tutto il pianeta, e non solo per la sua bravura al tavolo verde, ma anche per il suo amore per il poker. Proprio per questo, il professionista canadese sempre vicino ai giocatori e dalla parte dei “più deboli”, potrebbe trovarsi adesso in uno scomodo ruolo.

Negreanu è letteralmente tra l’incudine e il martello: da una parte c’è la società che lo paga profumatamente e che rappresenta, e dall’altra i giocatori di poker professionisti e non, nei quali egli si riconosce benissimo, e che si sentono “traditi” da Amaya. La società ha infatti mostrato di voler ascoltare i suoi giocatori raccogliendo i loro pareri sui cambiamenti, ma ha stabilito che l’ultima parola sia la sua, nonostante crei questo scontento generale.

Daniel Negreanu potrebbe essere un leader perfetto per un ipotetico “sindacato dei giocatori di poker su PokerStars”, perché capisce i loro problemi e parla sempre con il cuore in mano. Tuttavia Kid Poker forse non ha troppi motivi validi per assumersi questo ruolo: il giocatore è milionario ed ha una sua vita soddisfacente. C’è da dire però che Negreanu ha già passato ore ed ore a cercare di tranquillizzare entrambe le parti, ponendo alla fine anche un quesito importante: è meglio che lui stia con PokerStars o che lasci PokerStars?

Molti pensano che il professionista farebbe meglio a lasciare la poker room dalla picca rossa che sta adottando un tipo di strategia economica che proprio non piace ai giocatori.