Bobo Vieri cacciato dal Casinò di Venezia, polemiche sui social

Bobo Vieri sui social: “mai più al Casinò di Venezia”

Cosa è successo veramente tra Bobo Vieri e lo staff del Casinò di Venezia sede Ca’ Vendramin Calergi, per far infuriare tanto l’ex calciatore? Lui dichiara di essersene andato di sua spontanea volontà, la casa da gioco dice di non averlo fatto entrare per questioni di “dress code”, e intanto sui social è polemica.

Bobo Vieri contro il Casinò Ca’ Vendramin Calergi

“Non andrò mai più al Casinò di Venezia.. Un disastro, vergogna”, questo è quanto dichiara l’ex calciatore azzurro, di ruolo attaccante, soprannominato “Bobo”. Ci riferiamo a Christian Vieri ovviamente, personaggio che ha sempre fatto parlare di se: prima per la sua carriera sul campo da gioco, poi per la relazione travagliata con la bellissima Elisabetta Canalis, ed adesso per la sua discussione con il personale di una delle case da gioco italiane più importanti.

Vieri ha scritto sui social la frase sopra riportata, dopo esser stato cacciato dal di Venezia sede Ca’ Vendramin Calergi. Cacciato dallo staff o uscito dalla struttura per una sua scelta personale, c’è solo una certezza sulla questione, che è la motivazione. Tutto “è girato intorno” ad una giacca che Bobo Vieri non aveva, e tanto meno ha voluto indossare quando gli è stata offerta.

Un problema di “dress code”, ma il Casinò di Venezia è chiaro

Ogni casa da gioco ha le proprie regole per i visitatori, comprese quelle che riguardano il “dress code”, ossia il modo in cui è necessario essere vestiti per poter accedere alle sale. Se in alcuni casinò è possibile entrare con un abbigliamento un po’ piu informale come jeans e maglietta, in molti altri non lo è. Questo è il proprio il caso del Casinò di Venezia sede Ca’ Vendramin Calergi, dove per gli uomini è richiesto indossare la giacca. Di seguito vi proponiamo il regolamento ufficiale della struttura:
casino venezia dress code

Christian Vieri si sarebbe presentato in maglietta, e alla richiesta dello staff del Casinò di Venezia di indossare una giacca da loro fornita, si sarebbe rifiutato. A questo punto l’ex calciatore non sarebbe stato fatto entrare nelle sale da gioco, e da qui sarebbe scaturita la sua ira che poi ha fatto il giro dei social network.

E’ giusto o no mettere queste regole? Attenzione anche ai tatuaggi

Ogni casa da gioco stabilisce un proprio regolamento, e se non siete pronti a rispettarlo è inutile che vi presentiate alla sua porta! Nel caso di Ca’ Vendramin Calergi, la mancanza della giacca non è poi tanto grave poiché il casinò ve ne fornisce una gratuitamente in prestito se ne siete sprovvisti (ma attenzione perché per pantaloncini corti o ciabatte non c’è rimedio!). Allargando gli orizzonti e guardando oltreoceano, ci sono però casinò che mettono limiti ben più restrittivi: vi ricorderete dello Jupiters Casino a Brisbane, Australia, che bloccò l’entrata di una donna perché aveva un tatuaggio molto visibile sul collo.

Anche in quell’occasione vi furono tantissime polemiche e si parlò di discriminazione, ma attualmente in Italia non abbiamo avuto di questi “problemi” e, se scegliete una delle 4 case da gioco nostrane, potete andare tranquillamente anche se con qualche tatuaggio facilmente visibile.

Christian Vieri su Twitter: il casinò voleva solo pubblicità gratis

Attivo sui social network come Twitter, Bobo Vieri ha immediatamente detto la sua opinione sull’accaduto al Casinò di Venezia, postando i messaggi che di seguito vedete e che hanno dato edito ad una lunga polemica da parte dei suoi “followers”:
bobo vieri twitter

Poiché l’ex calciatore ha tantissime persone che lo seguono quotidianamente e che amano vedere le foto che spesso pubblica, i suoi messaggi in cui accusa il Casinò di volersi fare pubblicità gratis, hanno iniziato a fare il giro del web. Con il caos mediatico creato sulla questione, alla fine Bobo Vieri ha deciso di cancellare i messaggi e ormai sui social non ve ne è più traccia. Tuttavia è giunta lo stesso una replica dal Direttore Finanza e Controllo della spa Alessandro Cattarossi, che ha sostenuto l’insistenza degli addetti di offrire una giacca a Vieri, e la reazione scomposta e poco accomodante dell’ex calciatore.