PokerStars e Full Tilt lasciano i mercati grigi

Ritirata di PokerStars e Full Tilt da alcuni paesi

Martedì scorso, senza alcun tipo di preavviso, PokerStars e Full Tilt si sono ritirati da alcuni cosiddetti "mercati grigi". Esiste la possibilità che la scelta dipenda dal fatto che si tratti di paesi islamici, ma le room ormai acquisite dalla Rational Group e di proprietà di Amaya Gaming, danno risposte poco chiare e generalizzate.

I "mercati grigi" di Bangladesh, Iran, Malesia, Nigeria e Turchia

Dalle segnalazioni dei stessi giocatori, arriva la conferma che i “mercati grigi” dai quali PokerStars e Full Tilt si sono ritirati riguardano almeno quello del Bangladesh, dell’Iran, della Malesia, della Nigeria e della Turchia. Ma cosa sono esattamente i “mercati grigi”? Con questo termine ci si riferisce al flusso di beni tramite canali di distribuzione diversi da quelli autorizzati, o da quelli pensati dal produttore.

A differenza di quelli che chiamiamo “mercati neri”, i mercati grigi non sono affatto illegale, ma si svolgono al di fuori dei normali canali di distribuzione. In questo specifico caso relativo a PokerStars e Full Tilt, i paesi sopra segnalati dai giocatori non hanno esplicitamente “bandito” il poker online a soldi veri dichiarandolo illegale, ma mettono solo in discussione la sua legittimità. A quanto pare di questo “particolare” ne hanno risentito gli operatori, che hanno scelto la strada del ritiro.

Il messaggio di PokerStars e Full Tilt ai suoi giocatori

I giocatori di poker dei paesi interessati, si sono visti apparire un messaggio inatteso al momento del log-in. Full Tilt e PokerStars li informavano che “Il nostro team di gestione riesamina regolarmente la nostra attività insieme a professionisti indipendenti, per valutare i rischi del business e le opportunità per il nostro marchio di mercato in mercato. Dopo la nostra revisione più recente, abbiamo stabilito che non potremmo più offrire giochi a soldi veri nel vostro paese.

Il paradosso dell’acquisto delle chips ancora consentito

Ovviamente i giocatori di PokerStars hanno mandato delle email per chiedere informazioni su cosa stesse accadendo, ma la risposta è stata la stessa identica frase del messaggio che gli era apparso al log-in! Tuttavia la risposta comprendeva anche un altro particolare, quello di invitare i giocatori a divertirsi ancora con il poker online, ma quello “for fun” (quindi a soldi finti). Incredibilmente però, mentre il poker a soldi veri non veniva più consentito, quello a soldi finti veniva permesso anche nella versione con l’acquisto in soldi reali, di chips “finte” per giocare.

Il sito di poker online rassicura i giocatori sui loro fondi

Per i giocatori di PokerStars interessati da questo ritiro, è arrivata online anche una pagina che spiega ciò che i clienti proveniente dai paesi interessati possono fare. Prima di tutto il portale rassicura tutti sulla sicurezza dei loro fondi, poi spiega che i ticket per i tornei saranno convertiti in denaro a parte ticket per freeroll e biglietti di cui è stato pagato il buy-in con FPP che non hanno nessun valore monetario intrinseco.

La vera motivazione è relativa al fatto che parliamo di paesi islamici?

Infondo la vera motivazione della ritirata di PokerStars non è affatto chiara, ma l’unica cosa che salta all’occhio è che si tratta in gran parte di paesi islamici. Vista l’attuale delicata situazione dell'occidente nei confronti dell'Islam, potrebbe essere che il prestigioso marchio di poker online abbia voluto prevenire eventuali futuri attriti. Questo gioco in alcuni paesi estremisti è addirittura considerato un reato tanto che è punibile con pene fisiche, venendo considerato come “una piaga” simile a quella dell’alcolismo.