Daniel Negreanu critica la Poker Hall of Fame

Daniel Negreanu critica la Poker Hall of Fame

Nonostante il suo inserimento nelle nomination della Poker Hall of Fame Daniel Negreanu non ha nascosto le sue critiche sulla scelta dei dieci giocatori. Alcuni criteri sarebbero erronei mentre andrebbe valutata solo la bravura al tavolo. In aiuto al connazionale Erik Seidel secondo cui dovevano essere nominati alcuni giocatori che hanno avuto un ruolo determinante.

Chi lo conosce sa bene che quando si tratta di dire la sua non si tira mai indietro. E’ un tratto distintivo che fa parte della natura di Daniel Negreanu, giocatore più vincente della storia dopo il secondo posto al Big One e top player assai seguito per l’abilità al tavolo, per l’attività sui social network per la sincerità con cui esprime le proprie opinioni, sempre senza peli sulla lingua. E anche questa volta, appena uscite la nomination della Poker Hall of Fame, Kid Poker non ha risparmiato le proprie critiche e perplessità davanti ad alcune scelte, secondo il suo punto di vista assai discutibili.

Daniel Negreanu e le critiche sul limite d’età

In primis c’è il discorso legato all’età. Per esempio, secondo quanto detto da Daniel Negreanu soltanto perché Chris Bjorin è 66 anni avrebbe più diritto di entrare nella Poker Hall of Fame di un giocatore come John Juanda che ne ha 43 che ha sicuramente delle ottime credenziali? In altre parole il limite d’età minimo a quarant’anni non dovrebbe influenzare il voto della gente e soprattutto i giocatori dovrebbe essere scelti soltanto per le loro capacità ai tavoli verdi e non per altre motivazioni.

Poker Hall of Fame: le critiche alla Nomination

A proposito Daniel Negreanu non ha mancato di criticare la scelta della nomination alla Poker Hal of Fame (relativa all’anno scorso) di Tom McEvoy perché votato soltanto per il suo buon comportamento al tavolo verde. Pur affermando che tutti dovrebbero agire in quel modo in un torneo, le nomination non dovrebbero essere portate avanti soltanto perché parliamo di una brava persona. Discorso analogo per Bruno Fitoussi, che pur avendo svolto un ruolo importantissimo nello sviluppo del poker a livello globale non andrebbe votato solo per quello.

L’intervento di Erik Seidel in supporto al connazionale

Alla conversazione si è aggiunto anche Erik Seidel che condivide in pieno il pensiero di Daniel Negreanu, asserendo anche che, pur essendo favorevole ad un voto pubblico, sarebbe necessaria anche una commissione competente per scegliere i candidati definitivi alla Poker Hall Fame. Secondo lui Gus Hansen, John Juanda, Carlos Mortensen e Bobby Hoff sono figure tutte degne di nota che sono state escluse erroneamente dalla lista di quest'anno.

Un intervento quello dei due canadesi ai quali si è aggiunto anche Phil Hellmuth che addirittura potrebbe portare ad una modifica prevista per il prossimo anno.