Poker online: drammatico calo a livello mondiale

Calo del poker online a livello mondiale

Un periodo difficile per il poker online in calo del 13% a livello mondiale. Nove dei dieci siti più importanti del settore nella scorsa settimana hanno fatto registrare un calo, ma è in Europa che la situazione è davvero drammatica, specie in paesi coma la Francia, l’Italia e la Spagna dove la tassazione è alta. Unica oasi in attivo è il Nevada che ha ospitato da poco le WSOP.

Sono tempi duri per il poker online. E non solo in Italia. Anche nel resto del mondo la situazione non è certo la più rosea e il calo è più che evidente. Secondo i dati pubblicati da PokerScout.com la contrazione del mercato delle poker room online avrebbe raggiunto il 13% andando a toccare anche i principali siti che nel corso di quest’anno hanno riportato i minimi storici. E nonostante un calo fosse previsto per via dei mondiali di calcio la ripresa che si attendeva al termine di Brasile 2014 non sembra essersi materializzata.

Poker Online: calo delle principali poker room

Anche pokerstars è in crisiIl risultato più evidente di quanto abbiamo appena detto sul poker online è che a livello mondiale la scorsa settimana nove su dieci delle più importanti poker room internazionali hanno fatto registrare un livello così basso che non si vedeva dal Natale del 2008. Una situazione che in alcuni paesi europei come la Francia, la Spagna e l’Italia è stata esasperata ancora di più dalle imposte restrittive che si aggiungono a quelle barriere che certamente non aiutano un mercato sempre più arroccato nei confini nazionali. neanche Pokerstars, la room numero uno al mondo, si salva da questa situazione.

L’esempio francese ed i dati riportati da Arjel

Ad esempio la Francia, per quanto riguarda gli operatori di poker online, ha fissato una tassazione che certamente non aiuta. Ma a dirla proprio tutta a fare più male sono le parole del Presidente di Arjel, Charles Coppolani che ha definito il poker alla stregua di una moda passata. Difficile dire se tali dichiarazioni siano effettivamente veritiere, ma dati alla mano nel 2014 in Francia sono stati aperti il 12% di account in meno rispetto all’anno precedente, proseguendo in quella tendenza negativa che abbiamo cominciato a riscontrare a partire dallo stesso 2011.

Il Nevada è l’unico paese che chiude in attivo

Unico paese ad aver riportato dei dati in attivo sembra essere stato il Nevada con una crescita del 20% dovuta molto probabilmente alla riapertura del mercato e soprattutto alle WSOP che hanno richiamato tanti giocatori. A scanso si equivoci, però, altri stati membri dell’USA come il Delaware hanno fatto registrare un crollo del settore (in questo caso del 55%). Detto questo c’è già chi parla di declino del poker online. E se da un lato possono sembrare dei discorsi catastrofisti, dall’altro i dati non sono certamente confortanti. Probabilmente, infatti, il settore sta vivendo uno dei periodi più difficili della sua storia.