Ultimate Poker e la crisi del poker online in USA

Ultimate Poker e la crisi del poker online

Il poker online non trova un punto di svolta positivo nell’intero pianeta, e questa volta è Ultimate Poker a puntare il dito contro la regolamentazione del New Jersey. L’operatore che vede scendere le sue quote di mercato e diminuire le entrare, accusa il gravoso processo d’iscrizione alle room da parte dei giocatori.

La prima poker room degli USA quasi fuori dal mercato

Oltre un anno fa, negli Stati Uniti veniva lanciata la prima poker room legale dopo il “Black Friday”, e si trattava di Ultimate Poker, che sbarcava nel New Jersey diventando il primo sito di poker online legale. Adesso, trascorsi circa 13 mesi, il resoconto di Ultimate Poker vede una netta discesa dei ricavi che all’inizio erano invece in salita. Colpevole di tutto questo, secondo Ultimate Poker, è la regolamentazione del New Jersey che conduce verso una crescita troppo lenta.

I dati di Ultimate Poker nel New Jersey

A motivare le accusare della regolamentazione sono i dati dell’operatore stesso: la quota di mercato di Ultimate Poker è attualmente scesa all’1,9 % dal 3,12 % di marzo scorso, con ricavi abbassati ai 49.252$ di aprile, rispetto ai 100.289$ del mese precedente. Non si tratta comunque di un casi isolato quello di Ultimate Poker, poiché anche i dati generali sulla raccolta del poker online nell’intero New Jersey, parlano chiaro. Nel mese di aprile è sceso il totale di tutta la raccolta degli operatori del poker online, con un calo del 19,27%, corrispondente a 618.824$ in meno rispetto a marzo.

Risultati deludenti a causa delle stime elevate e della “burocrazia”

A cercare di fornire una spiegazione alla crisi del poker online nel New Jersey, è stato Tom Breitling, il co-founder di Ultimate Gaming che ha affrontato la questione concentrandosi sul mercato complessivo, e non solo sui dati di Ultimate Poker. Secondo quanto sostiene Breitling, le stime fatte sulle entrate delle poker room erano troppo alte e non rispecchiavano la realtà. Il motivo di questo sarebbe la regolamentazione, che è piena di complicazioni che vanno ad influire sul mercato. Un esempio per Breitling, consiste nelle così tante informazioni che richiedono di inserire le poker room per iscriversi e giocare a poker online, come il numero di previdenza sociale: tutto ciò rende il processo gravoso e fa allontanare i potenziali clienti. Tuttavia il co-founder di Ultimate Gaming è risultato essere ottimista per il futuro, poiché Nevada , New Jersey e Delaware sono gli unici stati nei quali è stato reso legale il poker online, e questi rappresentano solo il 4% della popolazione degli Stati Uniti. Va tuttavia ricordato, che anche in Nevada si è appena riscontrata la crisi del poker online, con sole 3 poker room che hanno reso saturo il mercato, e reso proibitivo l’ingresso ad altri operatori.

La crisi del poker online è mondiale: anche Italia e Francia

Parlando d poker online in calo, e quindi ovviamente di una raccolta che mette in crisi gli operatori, non si può non parlare anche di molti altri paesi oltre gli USA, dove sussiste la medesima situazione. In primis ci riguarda la crisi del poker online italiano, poiché la recessione in questo settore è sempre più evidenziata dai dati AMMS. Se dal 2008 al 2012 la raccolta è stata un pò altalenante ma quasi sempre positiva, ormai dal 2013 stiamo assistendo ad un forte calo, con punte che registrano una discesa del 50% solo nel cash game.

In Francia, nel 2013 hanno addirittura chiuso siti di poker online legale, come Barrière Poker che era ormai in forte perdita da tempo, ed anche il gruppo Partouche aveva annunciato il suo ritiro dal mercato, motivandolo con il fatto che l’attività non aveva sostenibilità a breve e medio termine. Quindi anche i paesi europei sono alle prese con la crisi del poker online, e in molti si chiedono come sarà possibile risollevare la situazione generale del settore.