Poker staking: i casi più famosi e non solo

Alcuni aspetti del Poker staking

Il poker staking è sempre presente negli eventi di poker live ed online più famosi. Ecco di cosa si tratta esattamente, ed alcuni casi famosi come quello di Chris Moneymaker alle WSOP 2003, e di Antonio Esfandiari al Big One for One Drop alle WSOP 2012.

Il concetto di poker staking

Alcuni giocatori di poker “amatoriali”, potrebbero non aver del tutto chiaro il concetto di “poker staking”: quindi prima di vedere i casi più interessanti, ecco un breve esempio di cosa sia, e come funziona. Il poker staking consiste nella vendita delle quote di un giocatore di poker, quindi nel trovare dei “finanziatori”, che pagheranno una parte del buy-in e riscuoteranno anche parte delle vincite se il giocatore andrà In The Money.

Un breve esempio

Prendiamo un giocatore d poker e chiamiamolo “Mario”. Mario vuole partecipare al Main Event EPT da 5.000€ di buy-in. Un suo conoscente che chiameremo “Gino”, gli propone un accordo (poker staking) : Gino darà a Mario 2.500€ di buy-in, ed in cambio Mario darà Gino il 60 % dei suoi profitti, se guadagnerà qualcosa nel torneo. In questo modo Gino ha la possibilità di guadagnarsi dei soldi senza aver lavorato o fatto nulla, e Mario riduce il suo rischio di perdite non pagando l’intero buy-in di tasca propria. Se Mario non riesce a vincere nulla, Gino non avrà nulla, ma se Mario vincerà una somma, ad esempio 10.000€, Gino otterrà i suoi 2.500€ investiti, più il 60% della somma vinta da Mario.

Il caso di poker staking di Chris Moneymaker alle WSOP 2003

Uno dei nomi più noti nel mondo del poker è di certo quello di Chris Moneymaker, la cui storia ha fatto il giro del mondo, ma anche contribuito fortemente a far conoscere il Texas Hold’em. Ricordiamo che Moneymaker giocò al Main Event WSOP 2003 il suo primo torneo dal vivo, e giunse ad un Final Table pieno di professionisti ed esperti. Ora quello che tutti ricorderete, è che Chris era arrivato fin qui partendo da un satellite online da 39$ su PokerStars, ma quello che forse non è troppo noto, è che riuscì a permettersi il viaggio a Las Vegas, grazie alla vendita del 40% delle sue quote! Un suo amico di nome Bruce gli garantì 5.000$ in cambio di metà delle sue quote, poi altri 2.000$ gli arrivarono da un amico di nome David Gamble, e ancora 2.000$ dal padre. Inutile dire che gli “investitori” sbarcarono il lunario.

Antonio Esfandiari vince il Big One for One Drop WSOP 2012 ma…

Altro caso di poker staking che ha fatto molto parlare, è stato quello di Antonio Esfandiari, vincitore del Big One for One Drop delle WSOP 2012. Stiamo parlando del torneo dal buy-in record di 1 milione di dollari, evento organizzato dal canadese Guy Lalibertè. In quell’occasione i 18 milioni della prima moneta vinta da Esfandiari, non andarono affatto tutti a lui, ma solo una piccola parte. Da alcune indiscrezioni, si è saputo che tutti i players del Big One avevano venduto parte delle quote, ed Esfandiare sarebbe il giocatore che ne aveva vendute di più. A lui andò solo il 15% del premio, quindi “appena” 3 milioni di dollari su 18!

Oggi è Vanessa Selbst a vendere le sue quote per il Big One

In attesa delle prossime WSOP e del Big One for One Drop, Vanessa Selbst cerca “investitori” pronti a scommettere sulla sua vittoria. La Selbst a quanto pare non vuole pagare un intero milione di $ per un solo torneo di poker, ed ha fatto sapere che parteciperà soltanto se riuscirà a piazzare una buona parte delle sue quote. Considerando che stiamo parlando di una delle giocatrici più brave del mondo, è praticamente certa la sua presenza all’evento poiché non mancheranno persone pronte a puntare su di lei.

Il fenomeno Poker Staking: indaga anche il Wall Street Journal

La vendita delle quote e la ricerca di “sponsor” per i tornei di poker è stata recentemente anche l’oggetto di una inchiesta effettuata dal Wall Street Journal, il quotidiano interazione pubblicato a New York. Il giornalista che lo ha redatto, ha preso in questione la spesa di Daniel Negreanu alle WSOP 2011, pari a quasi 2 milioni di dollari, per fare proprio Poker Staking sui suoi colleghi. Furono 10 giocatori famosi, che tra l’altro, la sorte gli mise davanti anche nei suoi tavoli verdi. Una scelta che lo portò ad un conflitto di interessi? A quanto pare non sembra, perché Negreanu, sulla questione dichiarò di aver giocato contro di loro al massimo delle sue possibilità, proprio come avrebbe fatto contro altri avversari qualsiasi.