Tornei di poker live e Accumulator: parlano i pro

La nuova formula dei tornei di poker live: parlano i pro

Pareri contrastanti sulla nuova formula Accumulator dei tornei di poker live. Diversi i pro che si pongono a sfavore rispetto a questa nuova struttura, mentre altri ne risaltano le qualità. A lanciare il pomo della discordia ci ha pensato Federico Cipollini e i commenti, le riflessioni e le esternazioni non sono mancate.

E’ una novità che continua a far discutere molto e che ha spaccato in due l’opinione dei giocatori sui tornei di poker live. Quello della formula Accumulator, introdotta nello scorso anno all’Italian Poker Tour, è stato un cambiamento che secondo alcuni ha portato dei vantaggi, secondo altri rappresenta, per certi versi, la morte di questo gioco. La discussione sembra ancora molto accesa, tra chi critica la percentuale di rake troppo alta di questa formula, le spese troppo elevate, il modo di giocare che cambia drasticamente e chi elogia, invece, altri aspetti che consentono ai pro di andare più avanti, abbattendo la varianza.

Le critiche alla Formula Accumulator

A lanciare il pomo della discordia riguardo questa nuova tipologia di tornei di poker live ci ha pensato proprio ieri Federico Cipollini scrivendo un post decisamente a sfavore della Formula Accumulator, pubblicato, tra le altre cose, sulla bacheca di molti top player del territorio italiano. Il suo post, che riportiamo in basso, sintetizza una seria di critiche agli organizzatori, alla struttura, ai premi e ad un tipo di torneo che, come dicevamo all’inizio, continua a dividere l’Italia in due parti. Inevitabile, da questo punto di partenza che ci sia stata una lunga riflessione alla quale hanno preso parte molte voci autorevoli del poker italiano.federico-cipollini-sulla-formula-accumulator

Formula Accumulator: critiche sui giorni e struttura

Dunque, a schierarsi a favore di Cipollini e ad aprire questa lunga discussione si sono presentati in primis Daniele Mazzia, Claudio Rinaldi, anche se a nostro avviso un commento assai rilevante è stato quello di Vincenzo Natale che ha sintetizzato un punto fondamentale riguardante le spese di partecipazione, pernottamento e quant’altro. E infatti, essendoci tre Day 1, che consentono di accumulare chips, i costi per mantenersi tra albergo e casinò si impennano e diventa difficile rientrarci con un semplice piazzamento in the money. Ma le critiche portate avanti da alcuni pro su questa Tipologica di tornei di poker live non riguardano soltanto l’allungarsi delle giornate di gioco, ma la struttura stessa.

Critiche sulla struttura della formula Accumulator

A proposito Gianvalerio Bindi ha scritto: “[…] Io sono notoriamente un giocatore paziente e anche preparato fisicamente, ma diventa un'impresa da Iron man – riferendosi al Mini IPT - soprattutto con l'introduzione del 10 livello (prima erano 9) messo per far sì di TENTARE di far scoppiare la bolla al day2, cosa che non accade lo stesso...quindi dopo aver giocato 39 ore in 3 day1 si approda al day2 senza aver fatto ancora nulla. […]”. Se questo è vero, però, non tutti i pareri nei confronti di questo tipo di tornei di poker live sono stati sfavorevoli e la spaccatura che c’è tra i poker pro ci è sembrata notevole. A sottolineare i vantaggi per un giocatore professionista ci ha pensato Gianpaolo Eramo, di cui riportiamo il pensiero completo di seguito.gianpaolo-eramo-sulla-formula-accumulator

Non è dello stesso parere Federico Cipollini che in quanto alla struttura di questa Formula Accumulator afferma che: “[…] Fino a metà day2 la struttura è ipergiocabile, ma questo non vuol dire migliore: troppi giocatori occasionali che si "gustano" tanti flop, troppi giocatori ipernitty che aspettano il cooler a favore. La tecnica che ci vuole in un normale torneo freezeout non c'è più. A fine day2 in zona bolla la struttura crolla e diventa un turbino dove la 3bet è un all in. Comunque chi pensa che sia una buona e conveniente struttura è giusto che continui ad andare. GL, ne avrete bisogno”.

Alessandro de Michele sul calo dei tornei di poker live

Al di là della struttura, però, la questione della formula Accumulator è legata anche all’evidente calo che c’è stato nei tornei e soprattutto nell’Italian Poker Tour. A nostro avviso, infatti, Alessandro de Michele ha centrato una delle questioni principali rispetto a questa nuova via percorsa dagli organizzatori: “Vi ricordate o no i numeri degli ultimi IPT giocati in modalità freezeout? Ormai si andava a stento sopra i 200 partecipanti, molti dei quali non pagavano il buy in perché c'era la room di turno che interveniva.” A questo aggiunge che in questa vecchia modalità e con buy in 2200€ i numeri, oggigiorno, sarebbero inferiori a 150 iscritti. Nel commento che riportiamo di seguito, però, spiega quali potrebbero essere le innovazioni da portare al Mini IPT per renderne la struttura decisamente migliore.alessandro-de-michele-sulla-formula-Accumulator

Gianluca Speranza sulla Formula Accumulator

Un cambiamento in questa tipologia di tornei di poker live che sarebbe ben visto da molti giocatori professionisti tra cui Gianluca Speranza che scrive: “Una soluzione intelligente sarebbe quella che ha proposto de Michele, velocizzare i day1 (stack più ridotti o livelli più veloci) in modo da avere più re-entry nei day successivi e nei side events, ed avere un torneo più giocabile (dove i livelli si allungano, o ne vengono aggiunti di nuovi) al day2 in modo da avere un torneo in cui si possa giocare deep dal day2 in poi e che possa essere davvero bello da vedere e da commentare, un passo in più anche per tutti i media che ci girano attorno, invece della solita turbinata...[…]”

Conclusioni sulla formula Accumulator

Dubbi, incertezze, pareri favorevoli e sfavorevoli: quello che è certo è che questi nuovi tornei di poker live continuano a far discutere nel bene e nel male. Riassumendo, però, ci sono diverse facce della medaglia e se da un lato c’è chi parla di miglioramento di una struttura che cede al Day 3 o che è troppo Deep nei giorni iniziali, dall’altro, vista la crisi del poker, un cambiamento doveva pure giungere da qualche parte. E in questo modo vengono accontentati i pro che hanno un bankroll maggiore e gli appassionati che possono spendere pochi soldi per partecipare. Anche se è chiaro che, come dicono in molti, tutti questi aspetti possono mutare l’essenza stessa del poker. Con questo non possiamo negare che la discussione è ancora aperta e forse, visto che sono in tanti a voler dire la loro, ci sentiamo di dire che il poker in Italia è tutt’altro che morto.