Mai dire ad un giocatore di poker “buona fortuna”

Mai dire ad un giocatore di poker “buona fortuna”

La fortuna nel poker è un fattore davvero determinante? Esiste realmente la “dea bendata” che cambia le sorti di un torneo o anche solo di una mano di gioco? Domande simili s’insediano da sempre nella testa dei giocatori, ed anche i più esperti professionisti come Phil Hellmuth e Chris Ferguson hanno detto la loro.

La fortuna ha un ruolo significativo, ma solo nel breve termine

Prendiamo per valida l’opzione che la fortuna abbia un ruolo significativo nel poker live (o online) e teniamolo a mente, ma non dimentichiamo però che questa affermazione potrebbe irritare non poco qualsiasi giocatore di poker professionista. Infatti anche se “la categoria” dei professional poker player ammette che stiamo parlando di un gioco di abilità con una componente di fortuna, nessuno vi confermerà mai che è la fortuna a determinare gli esiti. Cosa vuol dire questo? Semplice! Potete perdere un torneo per colpa della sfortuna, ma non potete essere dei “giocatori perdenti” a causa della sfortuna. Nel lungo periodo, siete voi stessi con le vostre abilità a determinare i profitti nel gioco: la “malasorte” o la “dea bendata” possono interferire solo nel breve termine.

Cosa ne pensano Chris Ferguson e Phil Hellmuth

Lo statunitense Chris Ferguson, campione del Main Event World Series of Poker 2000 per 1.500.000$, si è espresso sulla questione dichiarando che tra fortuna ed abilità, per stabilire quale tra le due sia determinante più dell’altra, bisogna prendere in considerazione un ampio periodo di tempo. La questione è stata sottoposta a Ferguson dopo il suo grande trionfo appena citato sopra, e proprio per dimostrare che il suo podio al Main Event WSOP non arrivava dal “fattore C”, Ferguson ha spiegato come prendendo in considerazione un lasso di tempo lungo, i risultati ottenuti sono direttamente proporzionali all’abilità e non certo alla fortuna/sfortuna.

Phil Hellmuth che di braccialetti World Series of Poker (WSOP) ne ha addirittura 13, ha detto una frase che ormai è entrata nella storia del poker. The Poker Brat ha dichiarato: “Se non ci fosse la fortuna vincerei tutti i tornei cui partecipo". Helluth parla ovviamente della fortuna degli altri players, e scherza (ma non troppo!) dicendo che la sua abilità è superiore a quella degli altri giocatori di poker che lo “superano” solo grazie alla fortuna.

E così il 79enne Arthur M. Pfeiffer inventa il "Texas Block 'Em"

Ecco alle prese con le parole “poker” e “fortuna” un altro individuo che ama il gioco. Questa volta non è affatto noto, ma potrebbe diventarlo a breve. Si chiama Arthur M. Pfeiffer, ha 79 anni, è statunitense, ed ha appena inventato il "Texas Block 'Em". L’obiettivo del gioco è azzerare l’elemento fortuna: per fare ciò, Pfeiffer ha mantenuto le regole dell’Hold’em ma reinventato alcuni punti. Ad esempio prima si guardano le carte del flop e poi si ricevono le carte personali! Tutto si basa molto sulla psicologia e sulla lettura dell’avversario e delle sue scelte. Che sia davvero un modo per avere uno skill game puro senza “interferenze” di fortuna o sfortuna che siano? Sarà il tempo a rispondere…. Intanto però, ricordati di non dire “buona fortuna” ad un giocatore di poker professionista. Il “PPP” certo della sua abilità, potrebbe forse arrabbiarsi..