Dati postepay rubati: riciclo col poker online

Dati postepay rubati riciclo col poker online

Dall’ufficio postale rubava i dati postepay dei clienti e li girava ad un complice. Una truffa da oltre 100.000 euro che ha visto implicati oltre 50 risparmiatori. Il denaro veniva riciclato attraverso acquisti online, ricariche telefoniche, e soprattutto ricaricando conti di gioco per il poker online.

Rubava i dati Postepay dallo sportello e li girava ad un complice che lavorava da casa. Una truffa telematica con all’inizio della catena un dipendente delle poste italiane. Oltre 50 le vittime cadute in questo tranello, per circa 100.000 euro rubati dalle tasche dei risparmiatori ignari. Il riciclo, poi, avveniva caricando conti di gioco in alcuni siti di poker online, grazie all’aiuto di un altro complice. Una rete, dunque, che secondo gli inquirenti potrebbe essere ben più larga.

Una truffa architettata rubando i dati postepay

Un imbroglio, dunque, che vedeva implicati anche i siti di poker online. Protagonista un impiegato delle poste di Como che dallo sportello, con una scusa qualsiasi, si faceva consegnare le postepay. Da qui senza farsi notare prendeva i codici segreti dei clienti e li girava ad un complice, un 35enne di Alserio agli arresti domiciliari che lavorava da casa. Per quest’ultimo adesso si sono aperte le porte del carcere di San Vittore mentre il dipendente delle poste è stato mandato a casa in vista degli accertamenti.

Denaro riciclato per mezzo di siti di poker online

I soldi, poi, venivano ripuliti attraverso acquisti online, ricariche telefoniche, e soprattutto ricaricando conti di gioco per il poker online. Secondo la polizia postale, infatti, si tratta di un nuovo canale per ripulire il denaro sporco. Secondo la ricostruzione, infatti, il giocatore dopo aver ricaricato un conto di gioco sfidava un complice che in maniera non del tutto casuale vinceva l’intera somma versata. Non è escluso, però, che il giro sia più ampio e che nell’organizzazione ci siano altri complici. Per il momento le indagini proseguono e il numero dei truffati potrebbe ancora crescere.