Nuova sentenza positiva per circolo di poker live

Poker live e tornei: qualcosa si sta muovendo in positivo?

Una sentenza della Cassazione si è espressa a favore di un circolo di poker live per il quale era stato chiesto il sequestro: tra le motivazioni della sentenza, “Il poker Texas Hold'em non è un gioco d'azzardo”. Ecco tutti i particolari.

La Procura di Alessandria non riesce a far sequestrare un circolo

Ecco un piccolo ma significativo passo verso la liberalizzazione del poker live in Italia, e soprattutto verso una regolarizzazione di questo settore, utile a riaprire le porte dei circoli tanto amati e frequentati da giocatori. Si tratta di una sentenza della Cassazione, dove è stato respinto il ricorso fatto dalla Procura di Alessandria per il sequestro di un circolo. Tra le cose considerate “positive” riscontrate nell’attività di tale circolo, la Cassazione ha notato come i tornei che venivano organizzati, avevano quote di iscrizione (buy-in) non superiori a 50€.

Non è reato organizzare tornei live se….

La sentenza della Cassazione ha spiegato come non possa esser considerato reato organizzare tornei di poker live, se l’abilità va a prevalere sul margine del rischio. Inoltre se i buy-in hanno un importo contenuto e la quantità delle chips è identica per tutti i giocatori (senza quindi permettere il re-buy o l’add-on), e il primo finale è chiaro e risaputo prima dello start del torneo, non ci sono gli estremi per definirlo “gioco d’azzardo” e quindi sequestrare il circolo.

I tornei di poker in Italia si possono giocare o no?

Quindi, dopo la recente sentenza della Cassazione che ha bocciato la richiesta della Procura di Alessandria di sequestrare il circolo, i tornei di poker live si possono organizzare o no nel nostro paese? La risposta purtroppo rimane la stessa di sempre: i casinò della penisola a forma di stivale possono offrire questo tipo di divertimento ai loro giocatori, ma i circoli non hanno un modo per farlo “legalmente”. Ciò significa che da quando c’è stato il blocco del poker live, molti circoli hanno deciso di chiudere, ed altri hanno invece continuato a lavorare, ma correndo il rischio di essere denunciati per gioco d’azzardo. Tra questi ultimi ricordiamo il famoso Cotton Club di Roma, sequestrato di recente.

Tutto fermo al “Decreto Milleproroghe”

La situazione del poker live ha davvero pochi punti fermi: l’ultimo è quello che vede una lunga attesa da parte dei giocatori, degli organizzatori e di tutti coloro che amano questo settore e vorrebbero una regolamentazione unica ed ufficiale. Attualmente tutto è rimasto bloccato al decreto Milleproroghe nel quale vi doveva essere il bando di gara per assegnare ben 1.000 licenze ad altrettanti operatori del poker live italiano (ovviamente sparsi su tutto il territorio). Questo doveva avvenire entro il 31 gennaio dello scorso anno, ma ovviamente non è avvenuto. E ora? Ora regna il caos, con circoli come quello di Alessandria che h a il nulla osta per operare, e con circoli come molti altri, che si sono visti mettere i sigilli.