Poker live legale, chi complica le cose?

Poker live legale le cause dello stallo nella legalizzazione

Ultimamente si moltiplicano le notizie su raid delle forze dell’ordine contro i circoli dove si gioca a poker live. Ma questo gioco di gatto e topo è la soluzione di questo problema che sembra irrisolvibile? E anche, perchè lo è?

Nelle ultime settimane si moltiplicano le notizie riguardanti raid delle forze dell’ordine contro circoli nei quali si tengono tornei o partite di cash game di poker live. Questa modalità di gioco dal vero non è legale in Italia a parte nei 4 casinò terrestri di Campione, Venezia, Sanremo e Saint Vincent.

Leggendo le notizie, quasi tutte uguali, l’impressione che si riceve è di una specia di gioco fra gatto e topo che non sembra portare a nulla, sicuramente non alla soluzione del problema. Anzi, la cosa sembra quasi un autogol per le autorità italiane. Infatti invece di regolarizzare il settore e percepire i 30 milioni di euro annui dalla tassazione del gioco (secondo le varie stime), le autorità spendono denaro e tanta energia in una guerra che sembra persa sin dall’inizio.

È chiaro che questo andamento delle cose non è la soluzione del problema.

Perchè non si arriva alla regolarizzazione del poker live?

Qual’è il motivo per cui non viene regolarizzato il settore dei circoli di poker live? La risposta non è nè univoca nè chiara. Ci sono troppi elementi connessi a questa problematica per poter ricevere un’immagine chiara di ciò che si svolge dietro le quinte della questione legalizzazione del poker live, e soprattutto i protagonisti accusano l’un l’altro dell’ostacolare la regolarizzazioned ell’industria.

I primi incolpati, gli opertatori dell’online

I primi incolpati sono chiaramente gli operatori dell’online. Sembra evidente che il poker live sarebbe una concorrenza spietata al poker virtuale che già così sta attraversando un periodo di grossa crisi. Mario Adinolfi, in passato, si è proprio esperesso in questi termini.

Da parte loro gli operatori su internet contrastano questa affermazione e dichiarano che anzi, la cooperazione con i circoli di poker live aiuterebbe a risollevare la situazione dell’online.

Anche l’AAMS presa di tiro

Anche l’AAMS viene incolpata dell’ostacolare la regolarizzazione del poker live, nonostante abbiano dato la loro approvazione al rilascio di 1000 licenze già dal lontano 2009.

Diversi portavoce dell’AAMS hanno infatti sottolineato che da parte dei Monopoli il lavoro è terminato e questi sono pronti ad emettere e rilasciare le 1000 licenze, ma ciò che manca è tutta la regolamentazione attuativa e le modalità di svolgimento, e questo è compito del governo.

Il governo il principale responsabile?

Sembra dunque che il governo sia il principale responsabile del blocco nel processo di legalizzazione e regolarizzazione delle sale di poker live.

Sono diversi i fattori che influenzano il governo in questo campo: prima di tutto la tendenza dei politici italiani eletti. Una maggioranza con tendenze cattoliche, indipendentemente che siano partiti di destra o sinistra, implicherebbe un quasi sicuro stallo nel processo legislativo.

Va anche tenuto conto che gli interessi economici legati alla legalizzazione o no del poker live sono enormi, ancora più per operatori vari che per lo stato stesso, quindi non è da escludere che oltre alla tendenza politica, i parlamentari siano vittime di grosse pressioni di lobbying. In questo caso tutti sono candidati ad esercitare pressione: gli operatori dell’online per paura di perdere una parte del mercato (anche se sostengono il contrario), forse anche i 4 casinò italiani che non avrebbero più il monopolio del permesso di organizzare partite e tornei di poker live, e anche l’opinione pubblica spesso influenzata dalle correnti cattoliche e che si rivela completamente disinformata, per esempio, sulla ludopatia cusata dalle migliaia di macchinette VLT legali distribuite sul territorio nazionale.