Roma capitale del poker live non autorizzato

Poker live: 2 milioni di italiani giocano nei circoli

Quando si parla si poker live legale si parla dei 4 casinò italiani dove è consentito giocarlo, e da dove si posso effettuare delle stime su quanto viene speso dai giocatori. Esiste però anche “un mondo nascosto” (ma non troppo!) dei circoli non autorizzati che nel nostro paese continuano a richiamare l’attenzione di tanti appassionati del Texas Hold’em.

600 sale da poker live sparse in tutto il territorio italiano

I dati ufficiali su questo mercato non autorizzato dallo Stato arrivano da Agipronews, che a Rimini durante ENADA Primavera (salone internazionale più importante del Sud Europa dedicato al mondo del divertimento), ha reso note alcune stime molto interessanti. Si tratta dei dati relativi al gioco dal vivo “illegale”, ossia al poker live non autorizzato e quindi al di fuori dai casinò italiani. Ecco, si stima che questo settore veda oltre 600 sale da poker live sparse in tutta la nostra penisola, e quindi tantissimi circoli che operano in modo più o meno evidente. Questo numero potrebbe sembrarvi alto, ma non lo è poi così tanto se pensate che prima del blocco imposto dalla circolare dell'ex ministro Roberto Maroni, si contavano quasi 2.000 circoli.

2 milioni di giocatori “fuorilegge”: Roma il fulcro del poker live

Nei 600 circoli stimati, vi sarebbero ben 2 milioni di giocatori che continuano a voler praticare il Texas Hold’em live, senza aver troppa paura di andare incontro a pesanti provvedimenti legislativi. Questo è stato al centro di un recente servizio tv del noto programma “Le Iene” che hanno mandato un loro infiltrato in una sala dove si organizzavano tornei clandestini. Per quanto riguarda gli organizzatori dei tornei infatti (perché il poker live non autorizzato si basa tutto su tale modalità), questi si dividono in due categorie: ci sono coloro che pubblicizzano e diffondono gli eventi nei circoli utilizzando locandine postate in siti internet come Facebook, e poi ci sono coloro che non usano troppo ne i social network ne i media, ma si basano sul “passaparola” tra i giocatori stessi. In entrambi i casi i giocatori sembra che non manchino mai, soprattutto a Roma, che oltre ad essere la capitale italiana, si conferma anche la capitale del poker live illegale nostrano. La città eterna è la città con più circoli e più giocatori, facendo classificare il Lazio come una delle nostre regioni dove si gioca maggiormente. I circoli non autorizzati sono concentrati principalmente anche in Puglia, Lombardia e Campania.

Giro d’affari da 250 milioni di euro annui: perchè non viene legalizzato?

Sempre secondo le stime dei dati Agipronews, il giro d’affari legato alle 600 sale da poker live non autorizzate sarebbe di circa 250 milioni di euro annui. Una cifra importante, che se fosse gestita attraverso un’apposita normativa ed una legalizzazione dello Stato, porterebbe portare nelle casse erariali ingenti somme utili al debito pubblico. Attualmente il blocco che dal 2008 ha costretto alla chiusura molti circoli è ancora in atto, ma nel 2011 con la legge di Stabilità si era parlato di eventuali 500 sale live autorizzate dall’AAMS. Queste sale avrebbero portato allo Stato ben 50 milioni di euro solo per la vendita delle concessioni, più circa 30 milioni annui derivanti dal 3% prelevato dalle quote di iscrizione (buy-in). In tutto ciò andrebbe anche considerata l’offerta di nuovi posti di lavoro per oltre 15.000 persone.