Mario Adinolfi difende il poker in Parlamento

Mario Adinolfi difende il poker in Parlamento

Mario Adinolfi è intervenuto in Parlamento a difesa del movimento pokeristico. L’articolo 7 del decreto Balduzzi vuole, infatti, colpire i giochi con vincite in denaro senza, però, fare alcuna distinzione tra il gioco d’azzardo ed un gioco d’abilità come il poker.

Il Poker è uno skill game o un gioco d’azzardo? E’ l’annosa domanda che tutti si pongono ormai da moltissimo tempo, senza conoscere bene il gioco. Una questione spinosa per il nostro paese che Mario Adinolfi, onorevole del Partito Democratico da quattro mesi, è riuscito a portare in Parlamento. Tema centrale il Decreto Legge di Renato Balduzzi che tramite l’articolo 7 vuole colpire i giochi con vincite in denaro, poker compreso.

Il poker arriva anche in Parlamento

Mario Adinolfi, che come tutti sapete è anche un buon giocatore di poker, ha sollevato la questione nelle aule del Parlamento, asserendo giustamente che il poker è uno skill game in quanto la bravura del singolo prevale, alla lunga, su quella dei meno bravi. Diverso è il discorso per le lotterie, per il gratta e vinci e per le slot machine che necessitano di un buon quoziente di fortuna per portare a casa una buona vincita.

Il discorso di Adinolfi in Parlamento

Un esempio calzante, secondo noi, visto che il decreto Balduzzi vuole colpire i giochi con vincite in denaro, senza considerar il movimento pokeristico e la cultura che nascendo in Italia dietro questa affascinante disciplina: “ Gli italiani giocano - ha spiegato Mario Adinolfi nel corso del suo intervento - Ma sarà forse il caso di spiegare meglio loro che una cosa è prendere dei soldi e bruciarli direttamente in un camino, che, badate bene, alimenta molto i conti dello stato.

E un’altra cosa – ha proseguito Mario Adinolfi – E’ avviare una cultura del gioco che sappia far distinguere tra un gioco totalmente idiota come il gratta e vinci, e un gioco in cui la misurazione di una capacità può rendere evidente anche l’elemento del divertimento che c’è nelle capacità delle persone”. A titolo di esempio l’onorevole del PD ha riportato anche le vittorie di Phil Hellmuth alle World Series of Poker, asserendo che la fortuna in questo caso è stata irrilevante.

Il poker è uno skill game

E anche se Mario Adinolfi ha commesso un piccolo errore parlando di 12 braccialetti vinti alle World Series of Poker, al posto di 13, fa poca differenza perché ha davvero centrato il punto della questione. Il poker, infatti, non è un gioco d’azzardo ma uno skill game e paragonarlo ad una semplice lotteria ci appare sempre come un errore dovuto al qualunquismo e all’ignoranza di chi non conosce questo mondo.