Full Tilt Poker: confische per beni illeciti

Full Tilt Poker accuse per beni illeciti

Ray Bitar, Chris Ferguson, Rafe Furs e Howard Lederer accusati di acquisto di beni con denaro illecito. Per l’ultimo dei quattro una confisca che ha raggiunto il valore di 42,5 milioni di dollari. E nel bene e nel male Full Tilt Poker continua ancora a far parlare di sé.

E’ una favola a lieto fine quella legata alla riapertura di Full Tilt Poker, una favola che, tuttavia, nel bene e nel male continua a far parlare di sé. Ma questa volta nel centro del mirino, invece dei giocatori di poker con i fondi bloccati, ci sono Ray Bitar, Chris Ferguson, Rafe Furs e Howard Lederer, accusati dall’inesorabile procuratore di Manhattan Preet Bharara di aver utilizzato i fondi della Red Room per acquisti illeciti.

Black Friday: altre conseguenze

Una conseguenza più che evidente alle accuse di truffa a schema Ponzi che sono state mosse nei confronti degli amministratori di Full Tilt Poker. Una denuncia che ha preso piede dopo un attento studio che il procuratore ha portato avanti riferendosi a documenti e assegni bancari. Dunque, una cifra che supererebbe i 400 milioni di dollari e che avrebbero usato alcuni dei personaggi di spicco della Red Room, tra cui quelli che abbiamo appena citato.

Howard Lederer: confisca di bei per 42,5 milioni di dollari

A partire dal 10 settembre, allora, il Dipartimento di Giustizia americano ha richiesto la confisca dei beni illeciti derivati da queste operazioni. Howard Lederer, per esempio, ha subito l’esproprio per beni del valore di 42,5 milioni di dollari: fra questi beni immobiliari e diverse macchine di lusso. Anche gli altri esponenti di spicco di Full Tilt Poker hanno avuto un trattamento analogo e gli espropri parlano di cifre molto simili a quelle di Howard Lederer.

Legge inflessibile sugli scandali Black Friady

Dunque, se da un lato la saga di Full Tilt Poker sembra essere giunta al capolinea, dall’altro continua a far parlare di sé. E questa volta nel centro del mirino ci sono gli acquisti effettuati con il denaro illecito della Red Room. Per Howard Lederer e compagnia, quindi, le disavventure sembrano non finire mai e questa volta la legge americana, impersonata dal procuratore Preet Bharara si è dimostrata inflessibile.