Caso Marafioti: nuovi particolari scottanti

Caso Marafioti nuovi particolari scottanti

Si aggrava la posizione di Samer Rahman, secondo Reynolds il direttore d’orchestra della truffa che ha visto anche Matt Marafioti nel centro del mirino. Per lo svedese un passato piuttosto oscuro con eventi particolari che fanno da sfondo a questa torbida vicenda. E qual è invece la posizione del giocatore canadese?

Nei precedenti articoli vi abbiamo parlato della truffa che ha visto nell’occhio del ciclone il poker pro canadese Matt Marafioti ed lo svedese Samer Rahman. A pochi giorni dall’accaduto, però, sono usciti dei particolari piuttosto piccanti che aggraverebbero la posizione del secondo, ritenuto da molti il vero cervello dell’operazione ai danni dei giocatori olandesi. In passato, infatti, lo svedese è stato accusato di scumming. E non è questo l’unico aspetto inquietante venuto fuori.

Una truffa del 2009

Dunque, se parliamo di Samer Rahman di precedenti ce ne sono diversi. Primo fra tutti la truffa del 2009 sui tavoli di Pokerstars ai danni di un giocatore il cui schermo, grazie ad un trojan, venne reso visibile ai suoi avversari. In quella situazione il malcapitato perse 260.000 dollari e la stessa sorte ebbero degli altri giocatori svedesi che riportarono l’accaduto in alcuni forum scandinavi. La cosa, però, non terminò così e i post furono tolti dal web. Perché?

Rahman: legami con i Bandidos

Sembrerebbe, infatti, che uno di questi player abbia ricevuto la visita da parte di alcuni membri della banda di motociclisti “Bandidos” (che pur essendo nata in Texas ha anche degli associati in Scandinavia) con i quali sembra che Samer Rahman sia in contatto. Da qui il silenzio che ricoprì l’intera vicenda che, a causa delle intimidazioni della banda, rese protagonisti i player svedesi. Ma quale è stata, allora, la posizione di Matt Marafioti in quest’ultima vicenda?

Rahman: cervello dell’operazione

Sono in molti a pensare che il cervello di questa operazione di hackeraggio nei confronti dei player olandesi sia stato proprio Samer Rahman. Ad avvalorare questa tesi ci ha pensato William Reynolds che ha pubblicato su twitter uno dei messaggi inviatigli da Matt Marafioti secondo cui, il player canadese avrebbe potuto guardare le carte agli avversari ma non ha voluto. Secondo Reynolds, infatti, il direttore d’orchestra sarebbe lo svedese.

Una vicenda torbida

Sarà vero? Per il momento non abbiamo prove che portino avanti questa tesi, se non dei post su twitter. Resta il fatto, però, che la vicenda è piuttosto torbida ed entrambi i soggetti implicati non hanno certo un passato roseo e già in diverse occasioni sono stati accusati di comportamenti illeciti in diverse poker room. Staremo a vedere, allora, se ci saranno ulteriori sviluppi.