Full Tilt Poker & PokerStars, accordo in bilico!

Full Tilt Poker e PokerStars, sarà mai concluso questo accordo?

Novità sulla vicenda della compra-vendita di Full Tilt Poker, una vicenda che sembra non avere mai un epilogo, e che adesso potrebbe compromettersi per una richiesta specifica formulata da PokerStars al DOJ.

Dopo l’arresto di Ray Bitar tutto sembrava ok, ma…

Non era stata molto diffusa la notizia, ma l’arresto dell’ex amministratore delegato di Full Tilt Poker Ray Bitar era un punto fondamentale per arrivare verso la conclusione dell’acquisto di Full Tilt Poker da parte di PokerStars.

Si è trattato di un accordo informale che si è concretizzato lo scorso 3 luglio, il giorno dell’arresto di Bitar nonché il giorno in cui si doveva arrivare ad una svolta per la questione che però, ad oggi 19 luglio, risulta ancora insoluta e senza ulteriori progressi. Con l’arresto di Bitar si sarebbe dovuto chiudere un circolo di condizioni necessarie alla conclusione dell’accordo, una serie di eventi che avrebbero permesso al DOJ (Dipartimento di Giustizia americano) di sbloccare la questione. Nulla da fare però, perché il DOJ non ha accettato una “clausula” imposta da PokerStars per proseguire nell’affare.

E’ un momento cruciale, ma PokerStars è davvero interessata?

La fase in cui si trova adesso la compra-vendita è delicata e piena di insidie: ognuno tira l’acqua al suo mulino, e PokerStars ha sfoderato una richiesta non da poco per arrivare all’acquisto. Una richiesta che è facilmente immaginabile il DOJ non potrà soddisfare, e che per questo, ha dato adito a molti, di pensare che non ci sia un vero interesse verso l’acquisto di Full Tilt Poker da parte di PokerStars. Si inizia a pensare che anche questa volta tutto finirà come la precedente, quando dopo trattative e trattative col Gruppo Bernard Tapie, tutto svanì in un attimo.

PokerStars vuole garanzie sul suo rientro nel mercato USA

Il motivo che adesso fa oscillare la sicurezza dell’accordo, è quello della richiesta fatta da PokerStars al DOJ per una garanzia sul rientro della room nel mercato del poker online statunitense. Questa richiesta non può essere accolta dal DOJ, in quanto esso non ha il potere di sostituirsi ai Parlamenti degli stati o al congresso federale.

Intanto rimane latitante il fondatore di PokerStars.com

Il DOJ di New York, ha appena fatto sapere di essere disponibile a sistemare solo le questioni relative alle multe da pagare a carico di PokerStars (1,5 miliardi di dollari) e di Full Tilt Poker (1 miliardo di dollari). Per quanto riguarda il resto, il DOJ sembra stia chiudendo le vie di comunicazione con PokerStars, che tra l’altro, vede ancora il suo fondatore, l'uomo più potente del poker mondiale Isai Scheinberg, rimanere latitante dopo il 15 aprile dello scorso anno quando fu emesso verso di lui un mandato d’arresto. L’FBI è ancora alla ricerca anche del manager di PokerStars.com, Paul Tate.