Un anno dal Black Friday: e Full Tilt Poker?

un anno dopo il black friday cosa succede da Full Tilt Poker

È passato ormai un anno dal Black Friday, il fatidico 15 aprile 2011, data in cui il Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha chiuso i battenti delle 3 maggiori poker room americane, Pokerstars, Full Tilt Poker e Absolute Poker. Facciamo il punto della situazione.

La situazione dei giocatori

La situazione dei giocatori delle tre poker room è molto diversa: se Pokerstars ha restituito quasi immediatamente il denaro ai propri giocatori americani, le altre due room, Full Tilt e Absolute Poker non hanno restituito neanche un centesimo. La red room si trova addirittura con un debito di circa 300 milioni di dollari da saldare nei confronti dei propri giocatori americani.

Pokerstars, l’unica card room sopravvissuta al Black Friday

Pokerstars non solo è l’unica ad aver restituito i fondi ai propri giocatori, ma è anche l’unica delle tre card room ad essere attiva, ed ad aver continuato da allora la propria espansione nei mercati internazionali, cosa che aveva intrapreso con successo già molto tempo prima del fatidico Black Friday e che l’ha letteralmente salvata dopo la chiusura del mercato americano.

Nonostante la perdita di circa il 50% del volume di giocatori dopo la chiusura del mercato americano, Pokerstars è indubbiamente uno dei grandi favoriti dal Black Friday. Oggi infatti la room con la picca rossa è la poker room numero uno al mondo, situazione regolarmente monitorata dal sito americano Pokerscout.com.

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La situazione di Full Tilt Poker

Per quanto riguarda Full Tilt Poker, le speranze dei giocatori sono tutte concentrate nella persona di Bernard Tapie, il miliardario francese che in settembre ha firmato un accordo per l’acquisizione della Red Room per 80 milioni di dollari. l’accordo prevede che Il Gruppo Bernard Tapie restituisca i soldi ai giocatori in tutto il mondo, mentre il Dipartimento di giustizia ammericano (DOJ) dovrà occuparsi della resa dei soldi dei giocatori statunitensi.

Una figura a dir poco meschina la fanno i soci fondatori di Full Tilt Poker, Howard Lederer e Chris Ferguson, ex pro di poker, accusati di aver sottratto e di trattenere i fondi dei giocatori USA. Una causa collettiva è stata condotta da diversi giocatori della Red Room che sostengono che i due giocatori abbiano prelevato “dividendi” e “preso in prestito” oltre 120 milioni di dollari di cui una buona parte appartenente ai giocatori della red room.

Nel frattempo la situazione pare abbastanza ferma, nonostante il recente annuncio di lavoro di Pocket Kings - la società irlandese che da sempre cura il marketing e il servizio di supporto per Full Tilt Poker – che cerca personale di supporto in diverse lingue.

Indubbiamente la saga di Full Tilt Poker è destinata a continuare per ancora molto tempo.