Gruppo Bernard Tapie e Full Tilt Poker:tutto ok?

Il Gruppo Bernard Tapie, Full Tilt Poker e l’ingarbugliata vicenda

Continue notizie giungono dagli Stati Uniti sulla vicenda di Full Tilt Poker, room ormai quasi nella mani del Gruppo Bernard Tapie che però si trova alle prese con vari problemi da risolvere. Intanto, c’è anche l’Amministratore Delegato che spera in un ritorno della piattaforma di gioco online, già per marzo prossimo.

Gaming Commission Las Vegas: si alla licenza per l’ex Full Tilt Poker?

Alcune indiscrezioni arrivate da siti americani, sembrerebbero dar per certa che la Gaming Commission di Las Vegas è pronta a rilasciare la licenza per il gioco online, al Gruppo Bernard Tapie che ha rilevato la poker room al centro del più grande scandalo dopo il “Black Friday”. Questo se sarà confermato, sarà un grande passo avanti per la società che aspetta solo di poter entrare nel mercato.

Sempre le indiscrezioni relative a cosa attende adesso l’ex Full Tilt Poker, parlano di un cambio del brand da parte del nuovo (o futuro) proprietario. Questa indiscrezione però, risulta decisamente improbabile dato che proprio Bernard Tapie in persona, aveva precedentemente dichiarato di non voler modificare il brand (ma al massimo solo il logo della room).

Il 1° marzo potrebbe essere rilanciata Full Tilt Poker

Laurent Tapie, Amministratore Delegato del Gruppo Bernard Tapie (ed anche figlio del noto imprenditore) ha dichiarato di sperare nella data del prossimo 1° marzo per riavviare la room, quindi la vendita dell’ex colosso del poker online sarebbe ormai stata decretata. Anche questo punto però è ancora tutto da chiarire: per prima cosa il nuovo proprietario di Full Tilt Poker dovrebbe già aver assunto personale di alto livello e organizzato un piano per il marketing. Inoltre la licenza della Gaming Commission di Las Vegas dovrebbe arrivare nell’arco delle prossime 3 settimane.

Il Gruppo Bernard Tapie attende 18milioni di $ dai poker pro

Rimane poi, la questione relativa ad alcuni crediti che famosi players prima proprietari di Full Tilt Poker, dovrebbero restituire al Gruppo Bernard Tapie: si tratta di milioni e milioni di $ (probabilmente 18!) che giocatori di poker professionisti tra cui Barry Greenstein, Phil Ivey, ed Erick Lindgren hanno preso per acquistare buy-in per tornei online high stakes, e non hanno mai reintegrato nelle casse della società. Il Gruppo Bernard Tapie vorrà lo stesso concludere le pratiche burocratiche per l’acquisto della room se i soldi non torneranno?

Anche Daniel Negreanu ribadisce la colpevolezza dei suoi “colleghi”

Quanto accaduto a Full Tilt Poker non va affatto giù ad uno dei giocatori più noti al mondo sia per la sua abilità che per la sua simpatia. Daniel Negreanu “addita” chiaramente Chris Ferguson, Howard Lederer e Ray Bitar come colpevoli numero uno dell’accaduto, e li accusa anche di aver infangato il mondo del poker, a lui molto caro. Per ognuno dei 3 players implicati nella vicenda Negreanu spende una parola: Chris Ferguson è un gran bugiardo, Howard Lederer è solo arrogante (e non ne capisce nulla di poker!), ed infine Ray Bitar è un buffone.