Full Tilt Poker non convince ancora

Full Tilt Poker non convince ancora

Risalgono soltanto a pochi giorni fa le dichiarazioni del portavoce di Full Tilt Poker rilasciate alla rivista Forbes. Dichiarazioni in cui la Red Room affermava che l’incapacità di rimborsare i giocatori, per un totale di 100 milioni di dollari, fosse dovuta al furto di 42 milioni di dollari da parte di uno dei principali elaboratori di pagamento e al blocco dei fondi nelle banche statunitensi.

Giocatori traditi?

A rigor di logica, però, secondo molti pareri, sono stati molti gli errori commessi da Full Tilt Poker per quanto riguarda gli sviluppi che ci sono stati dopo il Black Friday. Prima di tutto il comportamento della Red Room non è stato gradito dai giocatori americani perché, secondo loro, la poker room ha messo al primo posto la ricerca di nuovi investitori che potessero risollevarne le sorti. Motivo per cui molti di loro si sono sentiti traditi.

Un paragone con PokerStars

In più basta fare un semplice confronto per capire che la condotta della poker room non è stata di certo molto professionale. PokerStars, infatti, non ha fatto lo stesso errore di Full Tilt Poker e dopo il Black Friday è riuscita a pagare i giocatori quasi istantaneamente.

Perché allora questa differenza di comportamento? Cominciamo col dire che per ogni compagnia che opera nel gambling, la giusta prassi è quella di dividere il capitale finanziario dell’azienda dai conti dei giocatori, cosa che Full Tilt Poker, al contrario di PokerStars non ha fatto assolutamente, trovandosi ora, con il capitale bloccato, in una situazione ad dir poco complicata.

Possibili conseguenze

Il risultato è che ha perso di credibilità e dal momento che la percentuale maggiore di giocatori si trovava negli Stati Uniti, qualora ricominci ad operare nel mercato del gambling, si troverà quasi sicuramente in difficoltà. E chi non potrebbe trarne beneficio se non PokerStars? Specialmente ora che i giocatori americani sono così timorosi di non rivedere i loro soldi.