Cash Game, il ricorso di Stanley

Cash Game arriva il ricorso di Stanley

A sole due settimane dall’attivazione del Poker cash Game e dei casino online, arriva il ricorso di Stanley. Un brutto colpo per tutti gli operatori che hanno investito centinaia di migliaia di euro in questo nuovo mercato. Molti sono già corsi ai ripari, ma un’approvazione del ricorso, visti i precedenti, sembra alquanto improbabile.

Il ricorso

Sono passate soltanto due settimane dall’approvazione del Cash Game nelle poker room online e il sogno di molti giocatori rischia già di infrangersi prima di essere realizzato totalmente. Un incubo che potrebbe diventare realtà già dai primi di settembre qualora il ricorso di Stanley contro la legge Comunitaria 2008, depositato il 27 luglio scorso, venisse approvato dal giudice del TAR del Lazio in un udienza programmata proprio per il primo del mese.

Richieste di risarcimento

E qualora il ricorso venisse approvato su tutti quegli operatori che hanno speso fino a 350.000 euro per ottenere una concessione si scaglierebbe una vera e propria bomba. Quindi, considerato il rischio di vedere un affare da milioni di euro andare in fumo, gran parte di essi sono corsi ai ripari e hanno già preparato una loro contromossa legale. Infatti, qualora il TAR dovesse approvare il ricorso di Stanley, le richieste di risarcimento sarebbero a dir poco milionarie.

Un risvolto positivo improbabile per Stanley

Detto questo, se consideriamo che già nel giugno dello scorso anno il primo ricorso di Stanley non era andato a buon fine, sollevando non poche perplessità, sembrerebbe che anche in questa caso l’Avvocatura di Stato, in assenza dei presupposti necessari perché questa venga accolta dal TAR, abbia già respinto la richiesta di sospensione cautelare. Quindi, sembrerebbe improbabile un risvolto positivo per il ricorso di Stanley, anche se per saperne di più bisognerà attendere il primo di settembre. Certo, sono molti i concessionari che, vista la situazione di emergenza, stanno già ricorrendo ai ripari con i propri legali e la speranza è che AAMS si attivi da subito in maniera concreta a tutela dei loro interessi.