Full Tilt: querela ai giocatori

Full Tilt e la querela ai Pro

Full Tilt Poker: colpevole o innocente? E se la sentenza è colpevole, chi sono i colpevoli? Adesso 15 querelati sono al centro della vicenda per “concorso di colpa”. Ma vediamo chi sono querelati e querelanti.

Gli ultimi risvolti sul caso Full Tilt Poker

Come dicevamo ieri, quella di Full Tilt è una vicenda della quale non si può smettere di parlare (e secondo noi a breve ne verrà anche tratto un film). Dopo il tracollo finanziario, dopo il blocco della poker room online ed il congelamento dei conti di gioco, dopo le proteste dei 600 impiegati della Pocket Kings e le voci di un acquisto di Full Tilt da parte di investitori europei, oggi si parla di una causa collettiva.

La querela

Il discorso è molto semplice: alcuni giocatori di poker piuttosto conosciuti come Steve Segal, Nick Hammer, Robin Hougdahl e Todd Terry hanno querelato 9 compagnie e 15 individui per concorso di colpa in quanto avvenuto in Full Tilt Poker.

Le Compagnie accusate sono le 9 compagnie che fanno parte di Full Tilt, mentre i giocatori chiamati in ballo sono: Phil Ivey, Chris Ferguson, John Juanda, Howard Lederer, Phil Gordon, Erick Lindgren, Allen Cunningham, Erik Seidel, Andy Bloch, Mike Matusow, Gus Hansen, Jennifer Harman-Traniello (moglie di Marco Traniello) and Patrik Antonius.

Direttamente dalla querela

La lamentela dei querelanti è la seguente: "[lo specifico giocatori di poker] è una persona fisica residente nello Stato del Nevada, ed è membro di della Compagnia (in oggetto). In un determinato momento, [lo specifico giocatore di poker] è stato azionista e direttore di Full Tilt e / o una o più Società a Full Tilt collegata. [lo specifico giocatore di poler], un giocatore di poker professionista stesso, è un membro del Team Full Tilt e rappresenta il marchio Full Tilt Poker in eventi correlati in tutto il mondo, indossando abiti e accessori il cui viene rappresentato il marchio Tilt Poker.”

In quest’azione, i querelanti non parlano solo per sé stessi, ma anche a nome di chiunque possa essere stato coinvolto nella vicenda (e non riesca ora a prelevare il suo denaro) e querelano le 9 società ed i 15 giocatori di poker per danni e per ricevere i fondi congelati nei loro conti di gioco. Date le dimensioni degli illeciti compiuti: bancarotta, frode, reciclaggio di denaro sporco, si ritiene necessario chiamare in causa anche i giocatori di poker che hanno (o hanno avuto) un ruolo rilevante nell’assetto azionario di Full Tilt.

Il ruolo del Team Full Tilt

Il motivo per cui Phil Ivey, Chris Ferguson, John Juanda, Howard Lederer, Phil Gordon, Erick Lindgren, Allen Cunningham, Erik Seidel, Andy Bloch, Mike Matusow, Gus Hansen, Jennifer Harman-Traniello (moglie di Matco Traniello) and Patrik Antonius vengono chiamati in causa è che essi fanno parte del Team di Full Tilt e ne sono allo stesso tempo azionari (a quanto pare Phil Ivey detiene almeno il 5% del pacchetto azionario Full Tilt).

Quello che un tempo era il motivo principale per cui la poker room era ritenuta così speciale, e diversa da tutte le altre, diventa oggi il motivo principale di una querela ai danni di giocatori di poker stessi. Quei giocatori di poker che in tornei quali le WSOP, il WPT ed altri ancora, erano invidiati dai loro concorrenti per il piccolo stemma di Full Tilt inciso sulle loro magliette o sui loro cappelli, oggi come oggi non li invidia nessuno.

Un famoso proverbio italiano dice: non è tutt’oro quello che riluce. Mai stato più vero di così.

E Phil Ivey?

Come abbiamo menzionato ieri, dopo l’ennesimo scandalo di Full Tilt, che ha portato al blocco completo della poker room ed al ritiro della licenza, la voce di Phil Ivey si alzò direttamente dalle WSOP (dove non giocava, ma boicottava), accusando per l’ennesima volta la Direzione di Full Tilt e chiedendo nuovamente accesso ai milioni di dollari che ha nel conto di gioco.

Da vittima e carnefice, il ruolo di Phil Ivey è ancora da chiarire.

Questo scandalo sta assumendo proprozioni completamente inaspettate, continuate a seguirci per restare informati sulla vicenda Full Tilt che sta prendendo, a tratti, una piega quasi comica.