TAR toscano beffa il poker a Montecatini

Il ricorso del club del poker di Montecatini

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, con una sentenza che non ha convinto i ricorrenti - i giocatori di poker - non ha accolto la tesi ricorsuale dell’Associazione del Poker Sportivo Texas di Montecatini, la quale, aveva messo in programma l’organizzazione di un corso di poker.

Il ricorso del Club del Poker di Montecatini

Dopo aver promosso un’istanza volta all’ottenimento di una preventiva autorizzazione per lo svolgimento del corso di poker, indirizzata alla Questura di Pistoia – che non l’ha concessa – il Club si è rivolto al TAR, richiedendo l’annullamento della decisione. Il TAR, dal canto suo, non ha ravvisato alcuna illegittimità nella decisione oggetto del gravame e, anzi, analizzando le motivazioni a supporto dell’ordinanza, emerge qualche dubbio: la decisione della Questura, secondo i giudici amministrativi, non fa emergere alcun profilo d’illegittimità, anche in considerazione del fatto che non esiste alcun titolo di autorizzazione legislativo e nemmeno alcuna licenza rilasciata dal Questore.

Le ragioni del diniego

Va detto che detto che la giurisprudenza più consolidata ed affermata, in casu, prevede il ricorso all’interpretazione in analogia di materia; il TAR toscano, a questo punto, ha dato un indirizzo negativo alla sua interpretazione, ritenendo che il vuoto legislativo riconduce alla direttiva comunitaria del 2008 con la quale viene sancita l’autorizzazione a giocare a poker, ma solo in centri autorizzati. A nulla è valsa la sottile distinzione tra l’attività del corso e il gioco vero e proprio: trattandosi di gioco d’azzardo, sono necessarie le previste autorizzazioni di legge. Bisognerà attendere, a questo punto, gli ulteriori possibili sviluppi della vicenda: qualora il circolo di Montecatini ritenesse di dover impugnare l’ordinanza del TAR, adendo il Consiglio di Stato, si potrebbe ottenere quale risultato una chiarificazione generale dei principi e limiti della legislazione correlata al gioco. Toccherà al Parlamento, rispettivamente all’AAMS, decidere se integrare le vigenti disposizioni di legge con ulteriori modifiche.