Blocco del live? Commenti e pareri

Commenti sulle novità in fatto di gioco live

La notizia della nuova legge in merito al poker live ha sconvolgo tutti gli appassionati del gioco del poker che confidavano nel fatto che entro breve la questione sul poker live avrebbe potuto essere risolta. In realtà, la risposta alla legge Comunitario 2008, ha aperto una serie infinita di polemiche.


Gli esperti del settore

Luca Antinori, il presidente del circolo di poker Leigi Nuts, ha sottolineato come sia strano che vengano pensato dei blocchi in un settore che in così poco tempo ha raggiunto una crescita tanto elevata.

Il fulcro del dibattito non è tanto incentrato sulla normativa in se per se, quanto piuttosto sul fatto che non ci sia riguardo per i tempi previsti e si arrivi a pensare di bloccare completamente, per circa 8 mesi, un settore proficuo.

Il problema deve essere analizzato da un punto di vista più pratico: circoli di poker attivi da tempo, che organizzano tornei, devono bloccare la loro attività nell’attesa che una legge chiara venga promulgata.

Ai circoli stessi, a questo punto, non resta che rassegnarsi ed interrompere il loro operato nell’attesa di notizie più precise.

Cosa si nasconde dietro al poker live

Ma di che tipo di mercato stiamo parlando? Il volume di gioco generato dal settore del poker live, stando alle cifre riportate da Agipronews, ammonta a circa 400 milioni di euro annui. Non stiamo parlando del poker online, in cui basta avere una piattaforma di gioco e si può fornire un servizio. Il poker live è basato su “risorse umane” e sembra garantisca lavoro a circa 12 mila persone (tra personale di sala, dealer ecc.).

Con la messa in pausa del poker live, si rischia quindi d’interrompere anche la vita lavorativa di tutti quei soggetti che si trovano ad operare da tempo in questo settore al punto di diventare professionisti del mestiere.