La Danimarca ed i tornei di poker

Danimarca

Sapete da che paese provengono Gus Hansen e Peter Eastgate? Esatto, dalla Danimarca. Proprio oggi questa importante nazione europea, spesso simbolo di rettitudine, è oggi al centro di un dibattito sul gioco del poker: se ne mette in discussione la legalità e soprattutto il fatto che possa essere considerato uno skill game, un gioco di abilità.

News danesi in fatto di poker

Mentre nel nostro paese le leggi sul Poker sono in trattativa per definire gli ultimi particolari, in Danimarca è giunta da poco una notizia che ha fatto disperare molti appassionati.

La Corte Suprema di questo paese ha dichiarato, da qualche giorno, che è reato organizzare tornei di poker privati (sia live che online), fornendo come spiegazione il fatto che, in questo gioco, la componente della fortuna è predominante su quella dell’abilità.

Il gioco del poker non è un gioco d'abilità

Anche se in molti altri paesi del mondo il gioco del poker, con la sua variante più amata, quella del Texas Hold’em, viene pian piano delineato nella legalità, tanto da creare una vera e propria disciplina quale il poker sportivo, l'Alta Istituzione danese la vede a modo suo, ed ha creato non pochi problemi al presidente della Federpoker danese, Frederik Hostrup-Pedersen.

Il Signor Hostrup-Pedersen, è stato infatti ritenuto colpevole di organizzare eventi di gioco d'azzardo (gioco del poker nello specifico), e poiché la Corte Suprema ha stabilito che il poker è un'attività basata sulla fortuna, i tornei di poker potranno essere organizzati solo da coloro che sono in possesso di licenza statale per giochi e lotterie.

Non si è arrivati per fortuna all’incarcerazione del presidente della federazione poker danese, che grazie alla decisione finale della Corte Suprema, dovrà pagare solo la multa di 5.000 corone.

La delusione dei giocatori di poker danesi

La Danimarca, paese che vanta alcuni tra i più grandi giocatori di poker professionisti, quali Gus Hansen e Peter Eastgate, sembra abbia deluso così molti connazionali amanti del gioco del poker, che speravano di vedere il poker divenire un’attività sportiva e praticabile, almeno per il piacere di confrontare le proprie attitudini al tavolo verde.