Poker in crisi o no? Luca Pagano dice la sua


Luca Pagano, presidente della Federazione Italiana Texas Hold'em (FITH), giocatore professionista ed anche giocatore dell'anno per i premi Pokerstars, fa un’analisi della situazione del gioco ‘live’ in Italia e in Europa dopo che su alcuni portali era stato lanciato un allarme di crisi in questo settore.


Così dichiara il nostro Luca ai microfoni di Gioco&Giochi.com: “E' il mercato che ci indica la strada dove andare ed è questa la regola che intendiamo seguire anche per il futuro del poker sportivo nei circoli e nei tornei nazionali e internazionali dei casinò” - e continua poi - "E' facile fare determinate affermazioni, ma la situazione italiana è molto simile a quella europea per quello che riguarda il gioco dei casinò e dei circoli del poker. Siamo in una fase di crescita in cui tutti i casinò stanno cercando di posizionarsi in questo mercato dove ognuno, nello spirito libero della concorrenza, cerca di fare i propri interessi. I casinò italiani sono completamente indipendenti l'uno dall'altro e tutti hanno programmato di organizzare almeno sei eventi l'anno". Alla domanda su quale può essere il ruolo delle federazioni chiamate a gestire questo tipo di appuntamenti, risponde: "Noi possiamo solo cercare di non sovrapporre le date per non intralciare due o più eventi ma, in linea di massima” - prosegue Luca Pagano, commentatore di Poker1Mania – “dobbiamo attenerci alle indicazioni delle sale da gioco".

Eppure, alcuni sostengono che un calo c'è stato nei recenti appuntamenti di Varsavia nell'ultima tappa dell'European Poker Tour e nella tappa di Venezia del Campionato Italiano Pro della FITH. “Il casinò di Varsavia non è paragonabile a quello di Barcellona o di Sanremo” (dove l'EPT ha raggiunto due record in termini di partecipazione) - analizza Pagano – “il mercato della Polonia è molto importante, ma non si possono pretendere gli stessi numeri di realtà completamene differenti".

Sulla situazione italiana, poi, il discorso è differente: "Stiamo ricevendo delle indicazioni chiare dai giocatori. I giocatori preferiscono il torneo a buy in elevato piuttosto che quelli da 300 o 500 euro e le nostre tappe, nonostante la vicinanza nel calendario, hanno registrato ottimi risultati di presenza". Circoli strozzati dai tornei di poker dei casinò? "Manco per sogno, anzi” - prosegue Luca Pagano – “sono due mercati che si alimentano. Continuo a sostenere che il vero poker sportivo va giocato nei circoli, dove si dovrebbe giocare al massimo con 100 euro di iscrizione, con la speranza di offrire satelliti ai giocatori da club per partecipare ai grandi eventi nazionali e internazionali".

Vediamo infine gli appuntamenti del ‘Pagano giocatore’: prima le tappe del campionato di Sanremo e di Saint Vincent, poi l'attesissima tappa di Praga dell’EPT, per poi volare a Deauville, dove Luca conserva l'ottimo ricordo del tavolo finale conquistato durante la prima partecipazione al prestigioso torneo di poker.