Australia: il poker non è azzardo




La diatriba intorno alla legalità o meno del poker non si ferma all’Italia. Sono ormai molti stati esteri a domandarsi se il poker in generale e quello online nello specifico sia o meno da considerare un gioco d’azzardo.




Dopo anni ed anni, in Italia siamo giunti alla conclusione che questo gioco di carte, per quanto sia a lungo rientrato all’interno dei giochi d’azzardo, è in realtà da considerare uno sport a tutti gli effetti, e da qui deriva la dicitura di poker sportivo.

Anche all’estero ci si pone la stessa domanda, e se in alcuni luoghi ancora non si è in grado di dare una risposta precisa, in Australia il problema non solo è stato affrontato, ma è anche stata trovata una soluzione.

La terra dei canguri ha infatti stabilito che il poker non deve essere più considerato un gioco d’azzardo, e anche se ancora non si è in grado di definirlo definitivamente uno sport, si accetta la definizione di un gioco nel quale abilità ed allenamento hanno un ruolo preponderante e non tutto è lasciato al caso.

Nello specifico

In Australia viene sancito al livello giuridico l’abbandono dell’accezione di gioco d’azzardo in riferimento al gioco del poker che non può pertanto essere vietato.

Stando a quanto previsto dalle norme vigenti nello stato dell’Australia, tre sono gli elementi fondamentali che caratterizzano un gioco come d’azzardo:

  • il fatto che siano previste delle scommesse economiche
  • l’incentivo a giocare rappresentato dal premio finale
  • l’importanza che la sorte può avere ai fini dei risultati del gioco

Se il primo ed il secondo punto possono contraddistiguere il gioco del poker ed essere parte integrante di esso, agli occhi dello stato Australiano sembra chiaro che il terzo punto non sia poi così rilevante e che anzi, nel poker più ci si allena più ci sono possibilità di vittoria.

Vengono anche tenute in considerazione variabili quali l’abilità e l’elaborazione di strategia di gioco, facoltà acquisibili solo dedicando tempo e impegno al gioco del poker.