Rocco Palumbo: intervista esclusiva a Poker.it

Rocco Palumbo si fa intervistare da Pokerit

Rocco Palumbo si rivela in un'intervista esclusiva rilasciata a Poker.it. Il neo campione dell'evento #44 delle WSOP parla del poker e di se stesso con sincerità e tanto umorismo.

La biografia di Rocco Palumbo racconta tutto sul successo meteorico del giovane giocatore di poker pro genovese. Conosciamo adesso più da vicino il giovane pro di Winga Poker, reduce dal grande successo alle WSOP 2012.

L'intervista a Rocco Palumbo

1) Quale è stato il momento della tua vita in cui hai capito che potevi vivere da giocatore di poker professionista, e non più come ragioniere? Ci puoi raccontare qualche aneddoto di come ha preso questa decisione la tua famiglia, e come è avvenuto il passaggio da una professione all’altra?

Probabilmente quando studiando un po’ meglio come funzionavano VIP sistem e cose simili realizzai che facendo break even avrei guadagnato di rakeback ben più di quanto guadagnavo in ufficio (ai tempi ero supernova su ps), e battevo gia abbastanza consistentemente i low stakes.

La mia famiglia è stata un po’ “shockata” dalla mia decisione visto che l’ho presa da un momento all’altro, ma sono bastati pochi mesi sereni per accettare il tutto, e un anno “molto sereno” (:-P) per essere molto felici del tutto.

Il passaggio di professione non è stato molto particolare, almeno agli inizi; grindando cash game ai tempi su un .com potevo giocare a qualsiasi orario, anzi la mattina era perfetto, quindi per il primo periodo ho mantenuto quasi gli stessi orari, mi alzavo la mattina e grindavo prima di pranzo e nel pomeriggio.

2) Sei molto giovane ed anche altrettanto bravo a Texas Hold’em: pensi di avere un’abilità innata per questo gioco, hai studiato libri di strategia sull’argomento, o cos’altro pensi che abbia determinato il talento che ti contraddistingue da tanti altri giocatori?

Sicuramente sono portato ai giochi di carte, e sono fermamente convinto che per essere top nelle proprio categorie in qualsiasi cosa serva del talento, che sia in uno sport o in un lavoro.

Sicuramente lo studio, su cui io non ho lesinato, aiuta molto e chiunque può raggiungere un ottimo livello anche se non è proprio portato. A me ha aiutato veramente tanto confrontarmi con alcuni dei migliori giocatori italiani e stranieri.

3) Cosa ti senti di consigliare a chi vuole prendere la via del giocatore di poker professionista? Da dove dovrebbe partire e come potrebbe fare per capire se è la professione giusta oppure no?

Sicuramente gli consiglierei di partire molto dal basso ma di giocare veramente tanto; alla fine i risultati si vedono anche un paio di livelli sotto a quello che davvero potresti permetterti di giocare, come i guadagni. Dopo che ti accorgi di “massacrare” realmente un livello salire è molto più facile; quindi sicuramente meglio agire per piccoli passi con tanto volume e tanto studio, magari evitando di provare le grosse possibilità anche con medi rischi.

4) Puoi descrivere i giocatori che ti elenchiamo, con un unico aggettivo?

Dario Minieri: estroverso
Max Pescatori: intelligente
Filippo Candio: estroverso (:-))
Luca Pagano: solido
Phil Ivey:… dio?^_^
Daniel Negreanu: frizzante
Doyle Brunson: irriducibile
Phil Hellmuth: arrogante

5) Adesso puoi descrivere te stesso con una frase che ti definisce al tavolo verde?

Costante, direi non mi fermo mai, mi piace essere sempre al passo con gli altri e se riesco un po’ avanti, amo giocare e quindi non ho problemi a giocare tornei uno dietro l’altro…

6) Ai tavoli da poker ultimamente si vedono sempre più donne. Tu hai avuto occasione di giocare con qualche professionista o non, che ti è rimasta impressa? Puoi raccontarci un aneddoto?

Conosco molte “grinder” , chi più seria e chi meno. Sono rimasto molto colpito da Melanie Weisner, fortissima giocatrice newyorkese, che gioca principalmente live di recente; al tavolo si impone in maniera forte, sia mentalmente che nel gioco . Ad averla al tavolo ci si sente spesso… impotenti! Manco fosse un gigante, è una ragazzina alta a mala pena uno e 60. (:-))

7) Hai fatto conoscere il poker a tua moglie ed eventualmente lei ci gioca?

Lo conosce molto bene visto che quando iniziai a giocare anche le prime volte gia ci frequentavamo e quindi abbiam iniziato praticamente insieme, ha sempre giocato a livello amatoriale ma di recente ci si sta avvicinando un po’ più seriamente e chissà, magari in un futuro cisi butterà a capo fitto ancora più di me!

8) Passiamo al momento della tua carriera che ti ha reso noto al grande pubblico, la vittoria all’evento #44 delle WSOP, il 1.000$ No Limit Hold’em. Vorremo ripercorrere questa esperienza con te sin dall’inizio:

- quando e come hai deciso che saresti partito per Las Vegas e per le WSOP 2012?
L’ho deciso praticamente a inizio anno, quando ho effettuato il rinnovo del contratto con il mio sponsor , Winga Poker, ho lavorato dalla mia parte il contratto per renderlo idoneo a fare una lunga world series.

- come hai scelto, tra i tanti eventi in programma al Rio, quelli a cui partecipare?
Non è stato difficile, da quando sono arrivato ho preso parte esattamente a tutti gli eventi NL holdem che partivano, al contrario le varianti non sono ancora il mio forte (:-))

- Il giocatore che ti ha dato più filo da torcere al torneo che poi hai vinto, chi è stato?
Un ragazzo molto bravo che mi ha dato decisamente il mio da fare è stato il ragazzo che è arrivato terzo, Thomas Conway, al final table non è stato molto presente perché un po’ sfortunato ma è veramente fortissimo e sia al day1 che al day2 mi è pesato molto averlo al tavolo!

- Puoi raccontarci una mano di gioco contro di lui?
Caso vuole che non ci sia una mano “particolare” giocata con lui, molte piccole mani e situazioni che mi mettevano in difficolta ma nessuna grossa mano. So solo che quando eravamo al tavolo assieme mi sembra mi 3bettasse ogni mano, e ogni volta che ho provato a opporre resistenza aveva sempre un mostro in mano!

- Come hai vissuto l’heads up contro Robinson, eri teso, stanco o cos’altro?
Ero molto stanco mentalmente anche perché ho cercato di stare super concentrato durante tutto il final table, quando ho iniziato a essere in vantaggio ero abbastanza teso, perché perdere dopo aver dominato tutto il match sarebbe pesato ancora di più.

- Del momento in cui si è conclusa la mano che ti ha visto assegnare il braccialetto, il momento in cui hai capito di aver vinto, cosa ti ricordi più di tutto? Puoi raccontarci quei momenti... Mi ricordo perfettamente tutte le “botte” che mi hanno dato gli italiani che erano li a seguirmi, gli abbracci e i “gg” detti da coloro che alla fine hanno reso la vittoria ancora più bella (:-))

9) Com’è cambiata la tua vita, se è cambiata, dopo questa prestigiosa vittoria?

Al momento è presto per parlarne, al momento quasi nulla agli atti pratici; sicuramente in futuro cambieranno (spero) molte cose. Quello che è davvero cambiato al momento è che sono mentalmente molto più sereno, e riesco a prendere le cose più alla leggere, che finchè non si riflette in modo negativo sul gioco è una cosa veramente bella.

10) Quali sono ora i tuoi programmi di poker live per il futuro, a quali eventi parteciperai?

MMhh, hai presente la parola “tutto”?:) No, non è vero, era per scherzare… Sicuramente giocherò tutto il circuito IPT, e tutti gli eventi live in italia che riuscirò, e mi piacerebbe partecipare al Partouche, torneo che non ho mai giocato. Sicuramente non mancherò alle WSOP Europe a Cannes a settembre, chissà che non caschi dal celo un altro braccialetto (:-))