Phil Ivey

Phil Ivey

Questa è la biografia di quello che dai piu’ viene definito il miglior giocatore di poker in circolazione, ovvero il Tiger Woods del Texas Hold’em: Phil Ivey. Per giocare a poker ad Atlantic City, ancora adolescente si era creato una carda d'identità falsa! Oggi non ha bisogno di presentazioni dati i tanti tornei di poker vinti.


Un po di storia

Il Tiger Woods del poker può vantare ben 7 braccialetti alle WSOP ed uno al WPT, nella classifica dei giocatori di poker che abbiano vinto di più, economicamente, è secondo solo a Daniel Negreanu.

Si dice di lui che preferisca il Cash Game ai tornei di poker, nonostante i risultati che ha riportato ai tornei cui ha partecipano abbiano dell’incredibile. Nella vita di tutti i giorni lo possiamo trovare seduto ai tavoli del Bellagio partecipando a cash games misti da 4000 o 8000 dollari.

Analisi di una mano sfortunata

Un esempio del gioco di Phil Ivey in fatto di poker, riguarda una mano giocata da Phil durante le scorse World Series of Poker (WSOP) dove Ivey e’ riuscito ad entrare a far parte di coloro che disputeranno il tavolo finale, ovvero i cosiddetti “November Nine”.

Non abbiamo scelto una mano che ne dimostri la bravura, ma abbiamo deciso di trattare una mano che ne dimostri l'umanità!

La mano decisiva

La mano in questione e’ avvenuta quando si era rimasti con solo tre tavoli: per riassumerla dopo un 3d bet iniziale Phil Ivey decide per callare il proprio avversario per poi mucckare la mano vincente al river, dopo non essersi accorto di avere in mano un colore.

A questo punto la domanda nasce spontanea: come diavolo e’ possible che un giocatore del calibro di Phil commetta un errore del genere, per lo piu’ per un piatto sostanzioso e durante il momento piu’ importante della sua, seppur brillantissima, carriera.

L’errore del freddo Phil

Tutti noi conosciamo Phil Ivey come un giocatore freddo, un lucido calcolatore, capace di sopportare livelli di pressione incredibili e pronto a cogliere la minima opportunita’ al volo. Un vero squalo quindi.

Personalmente mi viene da pensare ad una combinazione di cause che, agendo congiuntamente, sono state in grado di portare all’errore. In primo luogo la stanchezza, dovuta ad aver giocato un evento cosi’ lungo e massacrante in maniera molto intensa, come sappiamo essere tipico del cervellotico giocatore californiano.

Inoltre penso che abbia potuto influire sulla disattenzione l’attenzione, perdonatemi il gioco di parole, di Phil verso il proprio avversario, in particolare sono sicuro che abbia voluto vedere con quale mano l’opponent gli aveva fatto re raise preflop, in modo da poter caratterizzare il suo stile di gioco.

Conta più l’avversario?

Ed e’ proprio per via di questa necessita’ di vedere la mano dell’avversario che Ivey si e’ completamente disinteressato della propria, foldando una colore vincente. Come era lecito attendersi una serie di commenti e dibattiti sono piovuti sul fatto ma in particolare mi ha colpito la dichiarazione dello stesso Ivey il quale ha definito questo errore come un errore che non dimentichera’ mai piu’.

Certo e’ che, ne siamo ben sicuri, nel caso dovesse portare a casa il premio piu’ ambito da qualsiasi giocatore di Texas Hold’em la ferita sara’ molto piu’ dolce... E dopotutto se anche il miglior giocatore del mondo puo’ commettere un errore grossolano possiamo farlo anche noi, no!?