Intervista a Mario Adinolfi

Mario Adinolfi

La redazione di Poker.it ha intervistato Mario Adinolfi, personaggio eclettico del panorama pokeristico italiano. Quella che abbiamo avuto con lui è stata un intervista brillante, divertente e soprattutto molto interessante. Abbiamo affrontato numerosi argomenti soprattutto considerando il background politico di questo giocatore di poker.


Abbiamo avuto modo di ricevere un punto di vista completamente diverso da quello avuto fino ad oggi in merito al poker legale in Italia.

L'intervista a Mario Adinolfi

Abbiamo iniziato l’intervista complimentandoci per l’importante risultato riportato al WPT di Venezia, prima tappa sul territorio italiano di questo importante torneo di poker Texas Hold’em.

Sei contento?

Si, molto. Ovviamente è mancata la vittoria finale, ma ovviamente il fatto divessere arrivati in tre quasi alla finale e di aver condiviso il final table televisivo con Michele è una grande fonte di gioia e di soddisfazione. Mai nessun italiano aveva raggiunto questo risultato in passato, io il tavolo finale l'ho centrato al primo tentativo e sono orgoglioso del mio poker giocato a Venezia.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

A giugno volo al WPT di Barcellona, e successivamente mi dirigo a Las Vegas per il WSOP.

Dopo una breve panoramica sul suo poker attuale, abbiamo posto a Mario una domanda alla quale ha già dovuto rispondere molte volte, ma che non potevamo non fargli.

Come unisci la politica ed il poker nella tua via?

Perfettamente! Sono due campi molto simili anche se per molti le loro affinità sono difficili da rimarcare. Diciamo che l’uno può essere una lezione per l’altro. Per esempio: la vita politica mi ha posto di fronte al decidere se candidarmi o meno alle primarie sapendo che si presentava anche Veltroni. Scegliere di farlo è stato un po come l’altro giorno ho dovuto di callare l’all-in di un avversario. Tutti e due questi campi richiedono polso, ragionamento e coraggio.

Considerando che sei un esponente politico, dicci qual’è la tua posizione nei confronti del poker legale!

Io mi sto impegnando a far stabilizzare normativamente il gioco live.

Come in Italia si è trovata una soluzione per quanto riguarda il poker online, vorrei che lo stesso accadesse per il poker live ed i numerosi circoli di poker che lo rappresentano nel nostro territorio. Io cerco in questo campo un’unità di fondo, in primiis nel movimento italiano del poker e successivamente con il Governo.

A mio parere alfine di raggiungere questo scopo, il CONI potrebbe ricoprire un ruolo molto importante. Tra i miei obbiettivi c’è quello di richiedere a Petrucci un incontro per studiare un possibile rapporto tra CONI e federazione unitaria del poker sportivo.

Del resto c’è da notare che una sessione come quella che si è appena tenuta a Venezia, con il raggiungimento di un montepremi così alto, dimostra quanto il poker sia ad oggi una realtà vincente in Italia che può riscuotere moltissimi successi.

Il tuo rapporto con il poker come giocatore?

Ho legato il mio volto al mondo del poker da circa un anno e mezzo. Io posso dire che il poker è uno sport a tutti gli effetti e che non c’è accezione migliore di “poker sportivo per questo gioco”. Noi che siamo stati a Venezia abbiamo dimostrato di poker giocare per 42 ore, utilizzando elementi classici della dinamica sportiva quali impegno, concentrazione, tattica, resistenza anche fisica. Questo dimostra o no quando il poker sia uno sport?

Il fatto poi, che gli italiani eccellano in questo “sport” dovrebbe renderci ancora più fieri e spingerci a far si che si trovi una forma di legalizzazione dello stesso al livello live, proprio com’è avvenuto per il poker online.

Ma tu come sei arrivato a giocare a poker?

Diciamo che ho sempre giochicchiato e che, avendo un blog, la mia presenza sul mondo di Internet è sempre stata piuttosto forte. Dal blog sono arrivato a qualche tipo di scommesse e poi al poker. In realtà preferisco giocarlo live, dal vivo.

Che cosa pensi del poker online legale?

Come ho già detto io prediligo la versione live del poker, anche se a volte ammetto che mi piace divertirmi con i tornei domenicali più importanti delle varie piattaforme.

Il fatto che il poker online ed il poker live a volte confluiscano non è sempre positivo. Per esempio, proprio adesso al WPT di Venezia, mi sono trovato ad un tavolo con un giocatore che si era qualificato trazie ad un freeroll online, e si vedeva! Il suo gioco era noioso.

Probabilmente la fortuna gli ha permesso di arrivare a quel torneo ed il suo gioco ha reso molto noioso il nostro tavolo. Credo che ad un certo punto abbia cliccato sul pulsante “auto fold” senza rendersi conto che stava giocando un torneo live!

L’intervista si è conclusa con questa domanda, ed abbiamo salutato Mario, complimentandoci nuovamente per i suoi risultati.

Chissà se, come vorrebbe lui, il poker legale troverà anche nella modalità live una legislazione ad hoc!