Poker.it intervista Luca Pagano

Luca Pagano

Luca Pagano è sicuramente uno dei giocatori di poker italini di maggior successo. Non parliamo solo dei risultati riportati o del fatto che appartega al tam di PokerStars, Luca Pagano è anche molto attivo nel campo del poker italiano e nel tentativo di rendere questo gioco uno sport a tutti gli effetti.


Luca Pagano è conosciuto per i grandi tornei di poker che organizza, per aver fondato la FIGP (Federazione Italiana Gioco Poker) e le FITH (Federazione Italiana Texas Hold’em), per la collaborazione con importanti programmi televisivi sul gioco del poker e per molto altri ancora.

Poker.it ha avuto la possibilità di intervistare Luca Pagano. 5 domande chiave che ci permettono di avere una panoramica sul suo poker, sulle sue WSOP, e sul poker online.

L’intervista di Poker.it a Luca Pagano

Le tue WSOP 2009 rispetto alla precedente edizione?

A Las Vegas non ho fatto tantissimi eventi come negli passati, ho preferito dedicarmi agli aggiornamenti dando l' accento a quella parte teorica che avevo trascurato per qualche tempo. Mi sono misurato verbalmente con gli altri componenti del team PokerStars, soprattutto per analizzare e, naturalmente, fronteggiare, tutti quegli stili di gioco iper aggressive che si stanno manifestando ultimamente grazie ai giocatori, soprattutto di ultima generazione, che vengono fuori dall' on line.

Che cosa ne pensi del poker online legale in Italia?

E' naturalmente una gran bella novità. Giocare legalmente in territorio italiano e' sintomo di crescita sportiva, sociale e tecnica di un gioco che sta riscuotendo sempre maggiore successo tra i miei connazionali.

Era tempo che anche in Italia la regolarizzazione di un gioco del poker online nel quale e' forte la componente grazie alla quale si può vincere grazie alla tecnica e alla preparazione tecnica, si facesse strada per dare a tutti la sicurezza di giocare su siti che ti danno la possibilità di stare tranquillo.

Che cosa rappresenta il gioco del poker per te?

Facile.... La mia vita. Da quando ho deciso che "fare il giocatore" sarebbe stata la mia professione, praticamente tutto il mio tempo e' stato assorbito da questo gioco.

Successivamente sono intervenuti altri fattori, e ho fatto del poker anche un'attività lavorativa che va oltre l' aspetto prettamente ludico. In senso meno stretto, il poker rappresenta centinaia e centinaia di rappresentazioni che la vita ci offre ogni giorno, dalla competizione, alla fiducia verso se stessi e verso gli altri, alla comprensione dell'altrui mente tramite i comportamenti, fino alla misurazione delle proprie capacità... e mi fermo qui ma ci sarebbero da scrivere dei trattati.

Si hanno i nomi dei November Nine, che cosa ne pensi dei giocatori di poker che si sono qualificati?

A parte la stella mondiale Phil Ivey che tutti conosciamo, ci sono due nomi, secondo il mio parere, da tenere presente per due ragioni diverse. La prima, lo stack.

Lo strachipleader Darvin Moore, farà fatica a dilapidare tutto il suo patrimonio, anche a fronte degli short stack che ci sono al tavolo; la seconda, la tecnica; penso ci sia un giocatore favorito a questo tavolo finale, e si tratta di Eric Buchman, il Newyorkese già protagonista di parecchi tavoli finali durante la sua carriera, penso che possa dire la sua per la vittoria finale.

Che cosa faresti se non potessi giocare a poker?

Questa è una domanda davvero difficile, che però spesso mi pongo. Penso che avrei potuto essere un buon informatico, mi piacciono moltissimo tutte le meccaniche che riguardano il mondo del web. Chissà, se un giorno mi stancherò di questo mondo, magari potrei pensarci.....