Poker.it intervista Gino “El Diablo” Alacqua

Gino “El Diablo” Alacqua

Eccoci alla prima delle interviste ai giocatori di poker professionisti fatte dalla redazione di Poker.it . Gino "El Diablo" Alacqua: giocatore di poker da poco tempo nella schiera dei professionisti, è già riuscito a riportare ottimi risultati. Da paracadusta a giocatore di tennis, da antiquario a giocatore di poker, vediamo come ha conciliato questi aspetti della sua vita.

L'intervista di Poker.it a Gino "El Diablo" Alacqua

1. Come si è avvicinato alla realtà del poker?

Da ragazzo, come tanti, per passare qualche serata tra amici. Il poker, anche nelle sue versioni più tradizionali, è comunque un passatempo divertente e rilassante. Ma, soprattutto, non è un gioco solo d'azzardo: stimola i più virtuosi a imparare a farlo bene. Il texas hold'em, gioco ancora più d'abilità , non ha fatto che accendere in me una nuova curiosità , un po' come un'occasione per rimettermi di nuovo in gioco, e misurarmi con altri giocatori.

2. Dalla sua biografia si evince che è una persona molto attratta dagli sport, crede che questo possa avere a che fare con la sua passione per il poker?

Si perchè, come detto, il poker sportivo è soprattutto un'occasione di misurarsi con altri giocatori (a volta anche amici, con i quali la rivalità assume un sapore particolare...) disciplina, abilità e pure fortuna. Esattamente come in tutti gli sport.

3. Ci sono però delle differenze tra gli altri sport da lei praticati ed il poker. Il tennis, per esempio, è uno sport molto dinamico in cui il tempo a disposizione per decidere come comportarsi è davvero limitato. Nel poker, invece, si ha molto più tempo per riflettere su come agire. Come si trova ad affrontare questi due mondi così diversi? Le esperienze fatte in una di queste realtà riescono a tornarle utili anche nell'altra?

Apparentemente può sembrare così, ma non lo è proprio del tutto. Nel poker, ad alti livelli, le mosse sono automatiche, come i colpi del tennis. Pensare o meno diventa parte della tattica, un po' come decidere, sempre nel tennis, di giocare prevalentemente sul rovescio dell'avversario per portarlo a commettere un errore: una mossa pensata tavolino.

4. Il poker ha cambiato la sua vita? Se si, in che momento e come?

Il poker rappresenta questa parte della mia vita. Prima c'erano altre cose, persone, situazione. In futuro ce ne saranno delle nuove. A dio piacendo, naturalmente.

5. Nonostante si sia avvicinato al mondo professionistico soltanto da pochi anni, ha già raggiunto ottimi risultati sia sul panorama italiano che su quello internazionale, quale crede che sia la formula del suo successo?

La passione, unita a rigore, applicazione e disciplina. Senza per questo prendersi mai troppo sul serio....

6. Delle sue vittorie qual'è quella che ha lasciato un segno maggiore?

La prossima!

7. Si ritrova nel suo soprannome: El Diablo?

Questo lo deve chiedere agli altri!

8. Come definirebbe il suo poker?

Diabolico, naturalmente.

9. Che cosa pensa del poker legale in Italia (AAMS)? Crede che sia una formula che possa avere successo?

Penso che un approccio graduale, come quello scelto finora, sia la strada giusta per tastare il mercato e pure il contesto "sociale" che si sta sviluppando intorno al poker sportivo.

10. C'è un giocatore italiano con il quale vorrebbe davvero trovarsi a competere? Ed uno straniero?

10) ............

11. Un consiglio per chi si sta avvicinando in questo momento al gioco del poker?

Giocare solo poker sportivo, solo nelle poker room AAMS e solo piccolissime cifre, per fare tanta, tanta, tanta, e tanta pratica.