Poker.it intervista Dario Minieri

Dario

Aggressivo, imprevedibile, sopra le linee. Questi tre aggettivi non sono sufficienti per descrivere il pokerista italiano anno 1985.

Un giocatore eccentrico, svelto e brillante che riesce a donare emozioni anche quando viene eliminato al day 1.
Dario ha iniziato la carriera del giocatore a 16 anni, ma non come ci si aspetterebbe con il gioco del poker, ma con il gioco ‘Magic: The Gathering’. Durante uno di questi tornei un suo amico gli fa conoscere il mondo del poker online e così Marco Minieri comincia la carriera di pokerista frequentando una famosa poker room online e giocando partite di poker heads-up a limiti bassi sin dall’età di 18 anni.

L'intervista a Dario Minieri

Oggi sei un campione affermato richiesto da tutti e addirittura invitato all’esclusivissimo show televisivo USA Hig Stakes Poker. Che differenza c’è tra questo Dario Minieri e quello degli inizi, che ricordo aver incontrato in quel di Treviso in compagnia di Robert Binelli, Biccio Ascari e Luca Pagano?

Innanzitutto ci tengo a ringraziarti per il modo con il quale mia hai presentato, in ogni caso, sebbene ho raggiunto tanti traguardi nella mia carriera pokeristica, la voglia di fare e di vincere è rimasta la stessa che avevo nei primi tempi. Non c'è assolutamente differenza dunque, tra il Dario che hai incontrato tanto tempo fa e questo di adesso, i risultati non sono mai abbastanza e per quanto mi riguarda intendo metterci tutta la passione, l'impegno e la concentrazione necessaria per aspirare sempre al meglio!

Sei quasi unanimemente considerato il miglior “torneista” italiano: ti ritieni tale e, se no, chi reputi migliore di te in questa disciplina?

Mi trovo nuovamente costretto a ringraziarti per gli elogi fatti, ma da bravo sportivo non è di certo mio il compito di definirmi o meno il miglior torneista italiano; come dicevo pocansi il mio obiettivo è quello di impegnarmi per dare sempre il massimo di me stesso; i giudizi li lascio ben volentieri a chi segue con dedizione questo fantastico gioco.

Forse non tutti sanno che, durante una passata edizione del Main Event delle World Series of Poker (WSOP), sei stato per un lungo periodo di tempo anche chip leader del torneo. Come mai non sei riuscito a raggiungere il tavolo finale e a far sognare tutti noi per l’ennesima volta?

Il Main Event delle World Series of Poker è il torneo piu importante e prestigioso del Mondo; è facile dunque immaginarsi il field di giocatori che si presenta ogni anno per parteciparvi. Nonostante raggiunsi quindi la posizione di ChipLeader la strada era tutto altro che semplice; ogni mano rappresentava una competizione agguerrita diretta al solo ed unico scopo chiave: quello di vincere il Titolo. Il resto è storia, una serie di mani sfortunate e di colpi ben giocati dai miei avversari mi hanno costretto ad una uscita prematura.

Se potessi cambiare una ed una soltanto mano della tua finora strabiliante carriera, quale cambieresti?

Sono del idea che ogni mano è importante, figuriamoci l'esito di un torneo. Sebbene nella mia carriera ho giocato migliaia e migliaia di mani tra live ed online il mio chiodo fisso rimane quella giocata durante il final table del ept di sanremo. Le ragioni per le quali rispondo in questo modo sono tante; innanzitutto vincendo il colpo con QQ mi sarei portato in forte leadership a livello di stack, inoltre è opportuno sottolineare la location del torneo in questione; giocavo in casa, a Sanremo, e credimi tra i tanti ricordi che mi legano a questo gioco, le urla e il tifo che i miei connazionali hanno saputo regalarmi durante le ultime fasi di quel EPT sono senza ombra di dubbi i più belli di sempre.

Che consigli daresti a chi si affaccia oggi al mondo del Texas Hold’em? In particolare quali sono gli aspetti del proprio gioco che un principiante deve curare maggiormente?

Il gioco del Texas Hold'em è un concentrato di abilità, psicologia e fortuna; una prima premessa che mi sento di fare nei confronti dei nuovi giocatori è quella di non soffermarsi troppo su questa ultima componente; la fortuna o sfortuna che dir si voglia c'è, ma con un buon gioco e soprattutto nel long run può essere battuta o comunque ridotta ai minimi termini. La cosa fondamentale sulla quale concentrarsi è quella di curare e studiare sempre in ogni minimo dettaglio il proprio gioco e quello degli altri; andare quindi ad analizzare ogni singola mano giocata, chiedersi il perchè di ogni scelta e confrontarla con oggettivi parametri matematici, capendo cosi se ridottandola nel lungo periodo sarà profittevole o meno. Consiglio inoltre la lettura di un buon libro teorico per un approccio ancora piu tecnico alle basi di questo strabiliante gioco! In bocca a lupo a tutti voi!