Il Metodo Sage (parte seconda)
| Il Metodo Sage (parte seconda) | |
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A questo punto vi starete chiedendo a cosa diavolo serve questo benedetto metodo Sage? Come posso applicare questa strategia per guadagnare un vantaggio su di un mio avversario durante una partita di Texas Hold’em? Se i presupposti elencati nella prima parte di questo articolo vengono rispettati il metodo Sage è in grado di posizionarvi in quella posizione che i matematici amano definire “equilibrio strategico” ovvero dove nessuno dei contendenti, due in questo caso, prevale sull’altro. Per dirla in termini più semplici se due giocatori in HU stanno giocando applicando il metodo Sage il risultato della partita è perfettamente in mano alla sorte, ovvero le probabilità che uno dei due players prevalga sull’altro sono identiche. Contro Dario Minieri Supponete di stare facendo un HU contro il mitico Darietto Minieri per la modica cifra di 5000$, il livello a cui Dario abitualmente gioca. Superato il panico derivante dal fatto che vi state giocando due dei vostri stipendi contro uno dei più forti giocatori al mondo, conduce questo HU di Texas Hold’em in maniera egregia, ritrovandovi a giocare in una situazione di bui molto alti. Ed è qui che entra in gioco il caro e vecchio Sage. Utilizzando questo metodo di fatto annullerete tutto il vantaggio competitivo che Dario, o chiunque altro al mondo, ha nei vostri confronti e addirittura, nel caso sia lui a non usarlo, sarete voi ad avere guadagnato un vantaggio nei suoi confronti. Questo chiaramente non significa che chiunque può competere contro i migliori giocatori al mondo, dal momento che in condizioni di bui “giocabili” chiunque verrebbe schiacciato da Minieri. Ma la presenza di bui così tanto alti rispetto agli stacks fa sì che la partita di Texas Hold’em si trasformi in una semplice serie di decisioni matematiche. Tavole di Mani Il sistema prende una serie di mani, che meglio vedremo in dettaglio nel prossimo ed ultimo articolo relativo al metodo Sage, e ci insegna cosa fare in funzione della nostra mano e del numero di big blinds residui che possediamo. Quello che però posso anticiparvi è che vedremo come la forza delle high cards cresce a dismisura in queste situazioni, qualsiasi K o Q sono buoni per spingere, mentre perdono COMPLETAMENTE il proprio “potere legante” mani suited o connected, dal momento che si perde ogni minima possibilità di estrarre chips dal nostro avversario quando queste mani compiono il proprio dovere, ovvero legano una monster hand. Non c’è tempo qui per i mostri ma bensì per le carte alte, giocate in maniera iper aggressiva. PS. Quello dell’HU con Minieri da 5000 era solo un esempio, vi consiglio di non provare a metterlo in pratica! |
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| "La serie di decisioni | |
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"La serie di decisioni matematiche", mi sembra proprio corrispondere al modo di giocare di Minieri. Se ci fate caso, quando lo vedete a spiegare qualche mano di gioco in tv, lui sà sempre tutte le percentuali di vincita, di uscita delle carte che gli servono, e decide spesso in base a questo. |
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| Magari poter giocare un heads | |
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Magari poter giocare un heads up contro Minieri!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! |
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| Ele hai colto in pieno: un | |
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Ele hai colto in pieno: un campione come Minieri vede ogni aspetto del gioco in maniera matematica, mi spiego meglio. Minieri di fronte ad un all in dell'avversario non pensa "questo non ha niente faccio call" ma invece pensa "considerando che le possibilita' che il mio avversario stia bluffando sono del 60% e che in questo 60% delle volte io ho l'80% di possibilita' di vincere la mano con ancora una carta da venire, ho il 48% di possibilita' di portare a casa la mano facendo call e, dal momento che devo aggiungere 1000 chips per vincerne 3000, faccio call". Cosi' ragionano i campioni! |
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