Tornei di Texas Hold’em: lo scoppio della bolla

16/08/11
Scritto da lorenzo6tr il 16 Agosto 2011 - 13:01

Tutti noi ci siamo passati, lo scoppio della bolla di un torneo di Texas Hold’em è sempre una soddisfazione, sempre che non siamo noi ad essere il bubble boy. Quando infatti scoppia la bolla si ha la sensazione di avercela fatta, di avere in un qualche modo portato a termine l’obbiettivo e di essere pronti a giocarsi la nostra chance per la vittoria finale con la sicurezza e la tranquillità di avere comunque portato a casa un buon risultato.

Tutto questo per un regolare torneo di Texas Hold’em. Pensate quando si parla del Main Event delle World Series, ovvero il torneo di poker più ricco in assoluto che si svolge annualmente a Las Vegas. Per chi non lo sapesse la bolla è quella situazione di un torneo di Texas Hold’em in cui manca una sola eliminazione affinché i giocatori rimasti siano tutti a premio, ovvero in the money.

Approffitare della bolla

I grandi giocatori di tournament del passato e presente, in primis il mitico Stu Hungar, erano soliti costruire la propria vittoria proprio durante questa fase di un torneo di Texas Hold’em. Quando infatti il torneo si avvicina alla fase in bolla, i giocatori adottano uno stile di gioco estremamente chiuso e attento, mirato a non sprecare chips fintantoché non arriva la notizia dell’eliminazione tanto attesa.

Questo loro stile di gioco li rende chiaramente vulnerabili all’aggressività dei giocatori più spregiudicati, i quali sono in grado di rubar loro la maggior parte dei piatti sfruttando la loro quasi nulla propensione al rischio. Saper approfittare della bolla significa dunque rubare quante più chips possibile ai giocatori con stack inferiori o pari al nostro, i quali dunque sono a rischio di eliminazione quando coinvolti in un piatto contro di noi.

Scegliere le proprie vittime

Saper rubare in bolla non è così semplice come può apparire, non significa semplicemente rilanciare in maniera iperaggressiva i giocatori più chiusi del tavolo.

Effettuare una selezione dei players da aggredire in funzione del loro stack è molto importante: i migliori stack da attaccare sono quelli medi. Se ci pensate, infatti, attaccare uno stack più grande del nostro può rivelarsi un arma a doppio taglio: se infatti venissimo controrilanciati saremmo infatti noi a dover fronteggiare una possibile eliminazione. D’altro canto uno stack di Texas Hold’em troppo piccolo potrebbe decidere di giocarsi il torneo contro di noi, consapevole del fatto che prima o poi lo dovrà fare per non finire mangiato dai bui. Al contrario di ciò, invece, gli stack medi sono proprio quelli in attesa dello scoppio della bolla, i quali non vogliono immischiarsi in faccende che non li riguardano perché in situazione di “tranquillità precaria”.

Commenta la notizia

Effettua la registrazione per poter commentare le nostre news ed i nostri articoli