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Di lorenzo6tr
Nonostante le minacce di Standard & Poor’s, il declassamento del rating USA è scoppiato come una bomba atomica sui mercati finanziari mondiali. Non c’è una borsa che si sia salvata, e tutti i tabelloni delle quotazioni mostrano unicamente un colore: il rosso.
Il declassamento, avvenuto a causa dell’aumento del debito nazionale americano che ha raggiunto cifre astronomiche pari a circa il 98% del PIL. Le spese del governo americano non hanno fatto che aumentare nell’ultimo decennio, mentre le entrate non sono aumentate allo stesso ritmo soprattutto a causa dei tagli nelle tasse, soprattutto delle grandi fortune, portato avanti dal precente presidente George W. Bush.
È evidente che adesso l’amministrazione Obama – oltre al taglio della spesa pubblica, deve trovare nuove fonti di entrate per le casse federali sempre più vuote. Potrebbe essere questa la volta in cui la lobby per la legalizzazione del poker online negli USA riuscirà a regolarizzare l’industria?
La Player Poker Alliance, l’organizzazione non profit più attiva negli USA che dal 2006 combatte per l’abolizione della legge UIGEA, da tempo ha ormai cambiato la sua policy di battaglia. Se inizialmente aveva combattuto per la libertà di ogni cittadino maggiorenne di far uso dei propri soldi e del proprio tempo libero a suo piacimento, gioco al poker online incluso, dal 2008, quando è scoppiata la prima crisi economica, ha rivolto la maggior parte dei suoi sforzi sulle motivazioni economiche.
Fino al 15 aprile, infatti, la possibilità di giocare su siti extra americani non solo ha causato una mancata raccolta di tasse dall’industria del poker online, ma ha anche causato una gran fuga di capitali verso siti localizzati in paesi esteri. Una perdita doppia, quindi, che è stata bloccata con il Black Friday ma che non è stata ancora trasformato in guadagno grazie alla regolarizzazione e tassazione di questa industria.
Secondo alcune stime, i giocatori di poker online negli USA sarebbero circa 2 milioni, e fino al blocco delle maggiori poker room hanno creato un giro d’affari di circa 16 miliardi di dollari all’anno. La PPA sostiene che i numeri sono ancora più alti.
Nonostante la tassazione dell’industria porterebbe “solo” decine o forse centinaia di milioni di dollari, che sono una goccia nel mare di debiti americani, in questo momento tutto può aiutare, anche gli “spiccioli” provenienti dal poker online.
Resta da vedere se gli esponenti del Tea Party, la corrente più estremista dei rebupplicani che si oppone assolutamente alla tassazione delle grandi fortune, darà la sua approvazione alla legalizzazione di un gioco che è di pura abilità ma che da molti è ancora considerato un gioco d’azzardo.
Commenti recenti
ciao Lorenzo, nulla a che vedere con questo articolo... mi interesserebbe sapere se fai coaching ed eventualmente come contattarti. ciao