Value betting è la chiave – parte 2

Consigli sul poker - vale bet 2

Questo articolo è dedicato al giocatore di poker che, conoscendo il concetto di value bet, voglia qui renderlo ancora più suo ed approfondirlo. Lorenzo Draghi torna a trattare la value bet partendo da un presupposto diverso: il lettore già sa che cosa sia e vuole migliorare il suo approccio alla stessa.


Come già evidenziato nel precedente articolo, dovremmo studiare l’avversario che abbiamo di fronte e conoscere le sue tendenze per sfruttarle appieno a nostro vantaggio. Se per esempio abbiamo a che fare con una calling station passiva dovremmo quasi “abusare” della value bet ed effettuarla anche in situazioni molto marginali, senza preoccuparci se a volte non siamo noi a ritirare il piatto.

Come agire contro un avversario tricky

Al contrario se il nostro avversario è molto tricky, un avversario che ama molto effettuare check raise anche in bluff oppure è un giocatore di poker che ama nascondersi con le proprie monster hand, dovremo limitare più della norma la nostra value bet, e invece optare per una carta gratis oppure per terminare l’azione senza puntate.

Ricordiamoci anche che è molto opportuno saper leggere il board per effettuare correttamente value bet, senza aver paura di possibili “monsters under the bed”.

Alcune esempi sulla value bet

Per esempio supponiamo di avere in mano 87 ed di ottenere una doppia coppia su flop T78, dopo aver effettuato la nostra continuation bet, for value, il turn è un 9 ed entrambi optiamo per un check, river 2 e il nostro avversario fa nuovamente check: questo è un tipico esempio in cui possiamo effettuare value bet contro un giocatore di poker che non sia un maniac.

Questo perché non dobbiamo essere spaventati dalla possibile scala presente in tavola, dal momento che poche sono le mani che avrebbero chiamato la puntata sul flop con un 6 o un J in mano, e comunque in tal caso l’avversario non avrebbe checkato al river per la seconda volta. In mani come questa infatti molto più spesso ci troveremo di fronte QQ, AT, KT, etc., mani da cui possiamo sicuramente estrarre valore.

Supponiamo ancora di trovarci al river con in mano AK e su un board con A278J e 3 carte a cuori, anche in questo caso non dobbiamo avere paura nell’effettuare la nostra value bet, sia che ci troviamo in posizione oppure no, se il giocatore di poker che abbiamo come avversario ha in mano un colore o cmq una mano migliore della nostra sarà lui a “dircelo” effettuando un raise e consentendoci di foldare la nostra mano, ma nel caso più frequente è la nostra mano, top pair top kicker, ad essere la migliore e dunque vogliamo che venga pagata il prezzo necessario, senza che il board ci spaventi.

Mai lasciarsi impaurire

Quindi evitate di effettuare troppi check, spaventati da monster hands nascoste, e invece effettuate molto più spesso value bet perché, nel no limit hold’em in particolare, “value betting is the key”!