Un settembre nero per il poker online in Italia

Un settembre nero per il poker online

Un settembre nero per il poker online Italia che probabilmente sta vivendo uno dei periodi più negativi della sua storia. Lo dimostrano il calo nel poker cash game e nella modalità torneo e la crescita dei casino online che in questo periodo stanno destando maggior interesse.

Quello che stiamo vivendo non è certamente un periodo facile per l’economia. La crisi, infatti, ha minato le basi di molti settori e minacciato la società per intero. Anche il poker online Italia non è esente da tutto questo e sta vivendo senza ombra di dubbio uno dei momenti più difficili, ed economicamente più fragili, della sua breve storia. Certo, è normale che dopo una rapida ascesa ci sia anche un periodo di stasi, ma i fattori che hanno portato all’inevitabile discesa di questo mercato sono diversi.

Il calo del poker cash game

E allora partiamo dal principio e soprattutto andiamo ad analizzare i dati del settembre del 2013. Rispetto al 2012, infatti, se parliamo di poker cash game, la situazione sembra disastrosa visto che il calo in percentuale è stato del 34,6 %. Numeri alla mano parliamo di una raccolta di 415 milioni di euro che nell’anno precedente, nel corso dello stesso periodo, era di 635 milioni. Dati preoccupanti anche per la spesa reale con 10,8 milioni di euro a fronte di 16,6 milioni dell’anno precedente. E in questo caso è sempre Pokerstars a svettare su tutte le altre poker room con 201 milioni di euro raccolti.

Il calo del poker a modalità torneo

Ma se i numeri del poker cash game sono a dir poco preoccupanti la musica non cambia per il poker a modalità torneo con un calo che si avvicina molto al del 38 %. A settembre del 2013, infatti, i player hanno giocato circa 62,2 milioni di euro a fronte dei 100 milioni dell’anno passato. Anche in questo caso un calo vertiginoso che ci testimonia quanto il poker online Italia sia davvero in crisi. E in questo mare di lacrime a fare la parte del leone c’è sempre l’onnipresente Pokerstars che detiene il 33 % del mercato del poker a modalità torneo.

In Italia riescono i casino online

Tuttavia, mentre il poker online continua a vivere il periodo più nero della sua storia, a passarsela decisamente meglio in questo settembre del 2013 sono i casino online con una raccolta di 740 milioni di euro totali e una spesa pari a 19,3 milioni. Dunque, è ormai accertato che la crescita di questo settore abbia portato ad un calo anche in tutto il settore del poker in rete. Anche se, probabilmente, le ragioni vanno ricercate in fattori che, come diciamo ormai da sempre, incidono in maniera del tutto negativa.

Abbattiamo le barriere fra stato e stato

In primis, infatti, in Italia ed in tutti i mercati regolamentati abbiamo il problema di un settore del poker online a dir poco ghettizzato. E’ una questione che viene portata avanti da un pezzo soprattutto da Italia e Spagna senza, però, trovare una soluzione concreta. Fino ad ora, infatti, abbiamo sentito tante chiacchiere, tanti buoni propositi, ma discorsi come la liquidità comune non sono stati ancora attuati. Basti pensare, per dirne una, a tutti quei player italiani che hanno deciso di spostarsi a Malta per giocare alle punto com e per confrontarsi con i più grandi campioni.

La strana legislazione italiana

A questo, però, (per completare il quadro del nostro poker online sempre più in discesa) dobbiamo aggiungere il fatto che la situazione dei circoli di poker live non è stata ancora risolta. E in altre parole si continua a giocare dappertutto, senza che vengano presi dei provvedimenti adeguati. E non lo diciamo perché siamo contro i tornei di poker live (dove generalmente si spendono pochi soldi), ma soltanto perché quello di portare allo scoperto il concetto di torneo di poker renderebbe sicuramente le cose più facili a tutti quanti: dagli addetti ai lavori, ai giocatori e alle forze dell’ordine!