Truffa a Campione: al DSP Rewind chips false

Chips taroccate nel DSP Rewind a Campione d’Italia

Un clamoroso caso di chips contraffatte che circolavano tra i tavoli verdi dell’evento DSP Rewind a Campione d’Italia, ha fatto chiudere il torneo prima della conclusione. Sospettato il pro Massimiliano Manigrasso, che però si difende animatamente su Facebbok sottolineando che non ci sono prove contro di lui.

Cosa è successo a Campione: le chips false

Al Casinò Municipale di Campione d’Italia, in questi giorni era in corso il DSP Rewind, un torneo da 400€ di buy-in organizzato da gioco più e messo in programma tra il 26 ed il 28 settembre. Il campione dell’evento non è stato decretato dopo un final table ed un heads up, ma dopo due giornate di gioco che avevano lasciato solo 21 players left. Il motivo? Sono state rilevate un sostanzioso numero di chips contraffatte, che tutte messe insieme, non potevano non compromettere l’andamento del torneo ed il suo esito. Le chips in questione erano chips della Juego che al loro interno, includevano l’adesivo del casinò di Campione: quelle contraffatte erano chiaramente riconoscibili perché ricreate in modo abbastanza approssimativo (ma non tanto da far accorgere il dealer nel momento in cui venivano messe in gioco).

Il presunto colpevole: Massimiliano Manigrasso

Un blogger che seguiva personalmente l’evento ha diffuso il nome del presunto colpevole, indiziato da varie fonti, ed accusato di essersi seduto al Final Day del DSP Rewind di Campione d’Italia con 150.000 chips, e poi di averne aggiunte pian piano altre (in pezzi sa 1.000, 5.000 e 10.000). Si tratterebbe di Massimiliano Manigrasso, giocatore che in carriera ha conquistato importanti ITM come il 6° posto dell’EPT Sanremo 2011, che gli valse ben 170.000€.

Come hanno proceduto il Casinò e l’organizzazione del torneo

A quanto riportato da alcune fonti, lo Staff del Casinò di Campione avrebbe visionato i filmati delle telecamere a circuito chiuso e tenuto d’occhio il giocatore in questione prima di prendere provvedimenti. Poi, mentre casualmente Manigrasso veniva eliminato dal DSP Rewind, veniva comunicato a tutti i 21 players left, che il torneo terminava in quell’istante. Le conseguenze sono state la redistribuzione del payout (che invece di assegnare 18 premi come avrebbe dovuto fare ne assegnava 21 agli altrettanti superstiti) e l’utilizzo dell’ICM per calcolare la differenza. Ad aggiudicarsi la vittoria senza aver potuto fare nessun testa a testa è stato il player Claudio Di Giacomo, ossia il chipleader al momento dell’interruzione del torneo. Da sottolineare che il Casinò di Campione, struttura dove il giocatore si era recato spesso in passato per partecipare all'IPO, ha deciso di rimborsare il buy-in a tutti i giocatori che durante il Day 2 erano seduti al tavolo di Manigrasso (e che erano usciti prima della chiusura forzata dell’evento).

Manigrasso non ci sta: “io sono sul divano di casa e non in caserma”

A Massimiliano Manigrasso non sono proprio andate giù le accuse che gli sono state fatte, ed attraverso Facebook il giocatore ha espresso il suo dissenso ed il suo pensiero. Ecco cosa ha scritto Manigrasso: “Quello che è successo stasera nel torneo organizzato da Gioco Piu nel casinò di Campione ha dell'incredibile!!!! Veramente disgustato e amareggiato, ma soprattutto fortemente danneggiato dalle diffamazioni di accuse fatte sulla mia persona x screditarmi!!! sono stato diffamato pubblicamente… hanno ritenuto opportuno fare il mio nome senza sapere effettivamente l'abbaglio preso...... io sono seduto sul divano di casa....e non in quello di nessuna caserma del comando dei carabinieri..... dopo verifiche da parte del casinò di CAMPIONE sulle accuse fatte dal signor Andrea BETTELLI sulla mia persona, solamente x una notizia diffamatoria da parte di terzi...poi risultata infondata ....di persone truffatrici di mestiere presenti in questo torneo che sicuramente conosceranno bene nei circoli emiliani, in quanto gestori ma wanted nei circoli in quanto truffatori, hanno ritenuto necessario trovare una vittima nel sottoscritto... finisco col dire che chi ha sbagliato nel scrivere pubblicamente queste diffamazioni false ne risponderà di tutte le conseguenze legali del grosso danno morale ma soprattutto professionale causatomi.. accuse fatte di fantasia x solamente fare del male e neanche una prova o uno stralcio di fotogramma...”.