Timori per il Poker Online Legale




Contestualmente alla sperimentazione del poker legale in Italia, si scatena un’ altra burrasca di polemiche. Accettare che in Italia si giochi al gioco del poker e, più nello specifico, al poker online è stato difficile, diciamo che ancora non è avvenuto.


Adesso, da quando l’AAMS ha concesso a 30 concessionari autorizzati d’istituire delle poker room online tutte italiane sulle quali è possibile giocare esclusivamente sottoforma di torneo di poker ed i cui limiti sono stati prefissati de imposti (da 0.50 centesimi di euro a 100 euro), un altra preoccupazione di fa spazio tra politici ed addetti ai lavori. Sembra infatti che ‘legalizzando’ il poker si corra il rischio di aumentare il numero dei dipendeti dal gioco d’azzardo in Italia.

Giocatore d'azzardo o giocatore patologico?

Prima di analizzare quanto detto sopra è necessario chiarire che cosa s’intenda con il termine ‘dipendente dal gioco d’azzardo’.

La letteratura del settore tende a distinguere tra giocatore d’azzardo e giocatore patologico. Con il primo termine s’intendono quei giocatori che, ancora nel pieno possesso delle proprie facoltà, decidono liberamente di giocare al gioco d’azzardo. Consci dei rischi che corrono (economici e non) scelgono scientemente dove giocare, a cosa giocare e quanto denaro avere a disposizione.

Il giocatore patologico, invece, è qualcuno che è uscito dai propri limiti e non riuscendo a porsene arriva al punto in cui dedica la maggior parte del proprio tempo al gioco senza prendere in considerazione le conseguenze di questa sua azione.

A che cosa si può arrivare in questi casi?

Nell’immaginario collettivo non manca la figura di chi, a causa del gioco d’azzardo e della perdita dei proprio limiti, ha raggiunto la distruzione propria e delle proprie famiglie. Si può così arrivare a delapidare il proprio capitale, a perdere il lavoro e tutto ciò che ne consegue.

Negli ultimi decenni il numero dei giocatori d’azzardo presenti in Italia è in forte aumento, complice sicuramente la facilità che si ha ad accedere a tornei di poker e partite di poker grazie alle realtà online.

Che cosa si teme?

Il timore è proprio che a seguito del decreto Bersani e della definizione degli skill games (giochi di abilità) si favorisca l’accesso al poker anche delle persone più a rischio. L’ADOC (Associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei giocatori) teme appunto che il poker online italiano porti all’espansione della dipendenza. L’ADOC ha stimato che 530.000 sono i giocatori d’azzardo in grando di spendere annualmente 600 euro in questi giochi.

E’ davvero possibile che a seguito della legalizzazione del poker online queste cifre aumentino quanto temuto? Se il poker online rimanesse nell’illegalità la situazione sarebbe diversa?

Ad oggi rispondere a queste domande non è possibile, tra circa un anno, dopo i 12 mesi di sperimentazione previsti dall’AAMS, avremo dei dati certi e stabileremo se quanto temuto sia o meno plausibile.