Texas hold’em: il concetto di puntate strane

mane strane al texas hold'em

Ecco un esempio di mano di texas hold’em in cui viene evidenziato alla meglio il concetto di puntate particolarmente strane e poco coerenti.

Giocando a Texas Hold’em capita a volte di assistere a strane puntate effettuate dai nostri avversari, puntate che, ameno che non si stia affrontando un abile giocatore di poker texano, devono farci insospettire circa la loro legittimità. Per analizzare queste puntate, e per capire cosa rappresentino effettivamente, è consigliabile adottare un procedimento ad esclusione - molto utile per i giocatori di Texas Hold’em - attraverso il quale vogliamo progressivamente escludere tutte le mani con cui il nostro opponent può avere effettuato tale puntate. Se il risultato di questa Poker-equazione è dubbio, molto spesso siamo di fronte ad un bluff. Ricordiamoci sempre di prendere in considerazione tutti gli indizi a nostra disposizione quando stiamo effettuando una valutazione del genere.

Una mano d’esempio

La seguente mano mi è capitata la sera scorsa quando stavo giocando un Sit and Go Heads Up di Texas Hold’em, dal buy in di 50 euro. In mano mi trovo con AJ, sicuramente una mano ottima e con la quale rilanciare sempre quando si sta giocando a texas Hold’em Heads Up. Al mio rilancio dal bottone è seguito il call del mio avversario per un flop che recitava 892 rainbow, e sul quale una continuation bet è pienamente giustificata, essendo la mia mano probabilmente ancora la migliore. Ma la mia continuation bet è stata accolta con un istant call da parte del mio avversario, indizio che mi ha fatto propendere per una mano debole, tipicamente una 2nd o 3rd pair o più possibilmente un draw. Per i seguenti motivi ho deciso che una seconda bet fosse la soluzione migliore: quando si gioca a texas Hold’em è spesso consigliabile manifestare aggressività anche al turn, spesso con avversari che tendono a callare troppo loose il flop. Il 3 di cuori era sicuramente la carta migliore per la mia puntata.

Draw

Ma anche il mio proiettile al turn veniva istantaneamente callato, rafforzando la mia convinzione. Un secondo 3 al river era sicuramente la carta perfetta per me, con la quale checkare all’avversario per indurlo al bluff: infatti quest’ultimo se ne esce con una puntata particolarmente strana, ovvero di circa il piatto. Una tale puntata al Texas Hold’em ha davvero scarsa ragione d’essere dal momento che mani forti o mani marginali opterebbero per value bet meno consistenti nel primo caso e semplici check back nel secondo. Tale puntata non poteva che essere un bluff, da me indotto con il mio check al river. Vi assicuro che ci ho messo poco a fare call ed ci ho messo ancora meno a rendermi conto di come io avessi ragione, quando il mio avversario mi ha mostrato TJoff.