Split Pots: Divide et impera?

Split Pots

Nel Texas Hold’em per split pots si intendono i piatti in cui nessuno dei due o più giocatori attivi è in possesso della mano migliore, e dunque il totale del piatto viene diviso in due o più parti uguali. La situazione di uno split pot è tipica quando per esempio sul board è presente un punto fatto, come una scala, un full o un colore, o quando entrambi i giocatori hanno in mano un asso e niente più.

Questa situazione è una delle più pericolose con cui si debba avere a che fare nel Texas Hold’em, in quanto si ha poco da vincere e tutto da perdere.

Possiamo dunque affermare in maniera perentoria che, a meno di non essere fortemente pot committed, non è mai una saggia decisione fare call ad una forte puntata dell’avversario con la unica speranza di dividere il piatto.

Alcuni esempi

Pensate che c’è persino chi, a causa di un apparente split pot, ha perso le World Series of Poker (WSOP): sto infatti parlando dell’avversario di Scottie Nguyen , il quale fece call sperando di dividere il piatto dopo le provocazioni verbali di Scottie, e che si ritrovò di fronte una mano migliore di quella comune, laureando quest’ultimo campione del mondo di Texas Hold’em.

Pensate infatti al caso in cui, dopo un rilancio iniziale e una scarsa azione sul flop, il board finale reciti AA7A7 e la nostra miglior mano è proprio quella visibile a tutti: in tale situazione è si altamente improbabile che il nostro avversario abbia in mano l’ultimo A, mentre un 7 non fa gioco, ma però è comunque una situazione da prendere con le molle.

Potrebbe infatti darsi che il nostro opponent abbia in mano una coppia più alta dei 7, e che abbia giocato in maniera cauta sul flop per paura di avere a che fare con un asso. Una sua forte puntata al river potrebbe essere sì un tentativo di rubare il piatto con mani come JK o 34, ma nella maggior parte dei casì è un a semplice value bet, e che dunque va trattata come tale.

A nostro vantaggio

Una volta capito il discorso di cui sopra, possiamo essere dunque noi a trarne un profitto, andando a valuebettare fortemente tutte le situazioni appena descritte, sia nel caso in cui abbiamo una mano migliore di quella comune sia che invece stiamo giocando con le cinque carte comuni.

E’ questo il caso per esempio di boards con scale come JKQAT ma con 3 carte dello stesso colore oppure mani come 9JQTJ in cui è molto probabile che il nostro avversario abbia in mano un K mentre invece noi siamo in possesso di un full house o di AK, oppure lo stiamo semplicemente rappresentando con in mano una split hand.

In definitiva quando nel Texas Hold’em siete di fronte ad uno split pot prendete la situazione con le pinze, perché potreste farvi male, molto male.