Texas Hold'em: restrizioni

A fine Novembre il Consiglio di Stato, su richiesta del Ministero dell’Interno, ha espresso un parere determinante sulle regole concernenti lo svolgimento di partite di Poker Sportivo con vincite in denaro nelle associazioni private. Tale parere interessa tutti coloro i quali giocano a poker e per la precisione al poker Texas Hold’em.

Regolamentazione poker sportivo e giochi d’abilità

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su ciò che da esso ne consegue per quanto riguarda la gestione di circoli privati, ricapitolando i fatti fin dal decreto di due anni fa. L'articolo n° 38 del decreto 248 del 2006 (decreto Bersani), disciplina i giochi d’abilità a distanza con vincite in denaro, imponendo tra l’altro che i giochi siano organizzati in forma di torneo, e che la posta di gioco sia costituita esclusivamente dalla sola quota d’iscrizione.

Il Texas Hold’em rientra tra i giochi d’abilità

Anche se il decreto riguarda solo il gioco a distanza, diverse associazioni private di giocatori di poker, nelle varianti Texas Hold’em o poker sportivo, hanno ritenuto che anche i giochi di carte realizzato dal vivo, se svolti in conformità con il decreto, potessero considerarsi giochi d’abilità, e quindi uscire dall’illegalità prevista dal codice penale per i giochi d’azzardo.

Nulla osta per i tornei di poker Texas Holdem

Molte associazioni hanno quindi richiesto alle questure il nulla osta per lo svolgimento di tornei di poker Texas Holdem. Il fenomeno si è rapidamente sviluppato su tutto il territorio italiano, e la situazione si è complicata, soprattutto dopo che alcune province hanno inserito il poker nelle tabelle dei giochi proibiti, mentre altre hanno autorizzato lo svolgimento dei tornei senza particolari problemi.

Per cercare di mettere ordine alla situazione, a fine Settembre 2008 il Ministero dell'Interno ha richiesto un parere al Consiglio di Stato sul decreto legge n° 248/2006, richiedendo come conciliare le norme del decreto per i giochi d’abilità online con le norme penali sul gioco d’azzardo.

Il Consiglio di Stato discrimina il Texas Hold’em

E veniamo dunque al parere del Consiglio di Stato, che, con l'ordinanza 3237 resa in sede consultiva, ha approvato i paletti stabiliti dal Ministero dell'Interno sul poker live, e ha specificato che i tornei di poker organizzati dalle associazioni private non rientrano nelle previsioni del decreto Bersani, dal momento che questo comprende solo i giochi a distanza.

Vengono poi elencate le condizioni necessarie per non superare il limite dell’azzardo consentito. La prima riguarda la quota d’iscrizione: l’importo massimo consentito può essere applicato solo nelle fasi finali di tornei dal vivo a carattere nazionale, mentre negli stadi preliminari o intermedi gli importi delle quote di partecipazione “dovrebbero essere sensibilmente inferiori e stabiliti in rapporto alla tipologia e rilevanza del torneo e, comunque, non superiori a € 30". Viene poi specificata l’irregolarità della procedura di rebuy: recita il parere del Consiglio: "quando le partite sono svolte contemporaneamente su più tavoli, il giocatore che abbia esaurito la dotazione iniziale di fiches assegnate deve essere escluso dalla competizione, non potendo consentirsi che partecipi ad ulteriori partite nel corso della medesima manifestazione versando nuove quote di partecipazione". Alcuni requisiti poi riguardano specificatamente i soggetti che organizzano i tornei. In particolare si afferma che l’organizzatore non potrà essere autorizzato a svolgere nella medesima serata e nella stessa località più di un torneo, e soprattutto che la quota d’iscrizione deve essere destinata, pressoché integralmente, alla formazione dei premi.

E’ evidente la doppia faccia delle indicazioni del Consiglio di Stato: se da una parte abbiamo delle buone linee guida per regolamentare la materia, e per evitare disparità tra una città e l’altra, dall’altra parte abbiamo delle forti limitazioni per i gestori dei circoli di poker, che difficilmente potranno far quadrare i conti con un torneo al giorno con buy-in di 30 euro !

E’ dunque auspicabile un ripensamento o una revisione rispetto a queste linee guida, che svantaggiano troppo il poker live rispetto al poker online, togliendo forza a quel movimento che porta sempre più giocatori in Italia a provare il gusto di una partita di poker Texas Hold’em su un tavolo verde e con davanti degli avversari in carne ed ossa.