Ray Bitar ai domiciliari: cosa è successo?

Full Tilt Poker: l’ex amministratore Ray Bitar ai domiciliari

Raymond Bitar, fondatore della room oggetto dello scandalo del Black Friday, è da pochi giorni agli arresti domiciliari dopo essersi costituito alle autorità americane.

L’uomo che insieme ad Howard Lederer e Chris Ferguson era socio di Full Tilt Poker, è stato prima un breve periodo in carcere ma ora è nella sua casa in attesa di conoscere il resto della pena che dovrà scontare, e che deve ancora essergli assegnata.

Ray Bitar rischia 145 anni di carcere

Erano i primi giorni di luglio e lui era in volo su un aereo proveniente da Dublino e con destinazione New York, mentre gli agenti dell’FBI già lo attendevano agli arrivi dell’International Airport John Fitzgerald Kennedy della grande mela. Ray Bitar, con diversi capi d’imputazione contro la sua persona, potrebbe arrivare a ricevere una condanna massima di 145 anni per tante motivazioni: prima tra tutte, la frode che l’ex amministratore delegato di Full Tilt Poker ha compiuto ai danni dei tanti giocatori che hanno visto congelare i loro soldi sui conti di gioco.

Vecchi e nuovi capi d’imputazione: Bitar si dichiara innocente

Sono una decina i capi d’imputazione che coinvolgono Ray Bitar, e la maggior parte di questi non sono nuovi ma l’FBI e le autorità statunitensi li avevano formulati già da tempo. Oltre alle già note accuse di frodi bancarie, gioco d'azzardo, riciclaggio di denaro e violazione della normativa Uigea (Unlawful Internet Gambling Enforcement Act), il fondatore di Full Tilt Poker è adesso accusato anche di aver adottato uno schema Ponzi e di aver organizzato la bancarotta delle poker room ai danni dei tantissimi players. Come per i precedenti capi d’imputazione, anche per questi nuovi Bitar ha ribadito di essere innocente.

Cauzione da 2,4 milioni di $ per l’ex amministratore di Full Tilt Poker

Il giudice del tribunale di Manatthan nella persona del magistrato Debra Freeman, ha respinto le richieste del pubblico ministero Devlin-Brow di non concedere l’uscita di prigione su cauzione a Ray Bitar. L’ex personalità di Full Tilt Poker ha avuto quindi l’occasione di poter pagare per andarsene (almeno momentaneamente) dalla galera, ed anche se inizialmente sembrava che l’uomo non avesse le possibilità economiche, alla fine ha pagato ed è tornato a casa.

L’ammontare della sua cauzione era stato stabilito dal giudice a ben 2,4 milioni di dollari, di cui un milione da pagare in contanti e subito!

Adesso Bitar è agli arresti domiciliari

Ray Bitar ha dunque pagato l’ingente somma ed è potuto tornare nella sua abitazione in California (esattamente a Glendora) ed anche se i tanti giocatori di Full Tilt Poker che si sentono da lui truffati non ne saranno felici, l’uomo potrà soggiornare nella sua casa fino a che non arriverà la sentenza del processo. Attualmente l’FBI si occupa di sorvegliarlo 24 ore su 24 nella sua residenza dal quale si era assentato oltre un anno fa.

PokerStars.com è ancora interessata all’ex room di Bitar?

Ormai sono mesi che il nome di Full Tilt Poker viene legato a quello di PokerStars.com, ed i giocatori con i conti sospesi sperano che questa sia la volta buona per riavere i loro soldi. L’arresto di Ray Bitar potrebbe essere un ulteriore passo avanti verso la conclusione di una lunga vicenda che ha visto apparire anche il nome del Gruppo Bernard Tapie, poi sparito nel nulla e dissolto in una bolla di sapone. Con PokerStars.com questo non dovrebbe accadere: anche il Doj sta collaborando al massimo con le autorità statunitensi per mettere fine nel migliore dei modi ad una lunga vicenda che ha tenuto col fiato sospeso players dell’intero pianeta. PokerStars.com rimane in gioco per la trattativa, ed ormai si attendono solo altre conferme definitive per completare una compravendita che andrà a favore dei tanti giocatori di poker online in attesa.