Raccolta AAMS: poker e casino online in testa

La raccolta giochi di AAMS in tutto il 2011

Con la pubblicazione dei dati di dicembre sulla raccolta dei giochi a distanza di AAMS, è finalmente possibile tirare le somme per il 2011. Un anno che chiude con una crescita che rivela una situazione molto particolare.

Il 2011 è stato un anno di grandi cambiamenti con l’introduzione il 18 di luglio di 2 nuove tipologie di gioco: il poker online in modalità cash game e i casino online. Analizzando l’ultimo comunicato di AAMS che riporta i dati di tutto l’anno, risulta che sono proprio queste due nuove modalità ad aver letteralmente salvato la situazione della raccolta e della spesa di AAMS nel 2011.

Ecco la raccolta nel 2011 per ogni tipo di gioco.

Cosa ci rivela il dato della spesa

La spesa, vi ricordiamo, è il guadagno lordo di AAMS, la differenza fra la raccolta e le somme restituite in vincite. Il 2011 chiude con un +6,6% rispetto al 2010, ma esaminando ogni gioco separatamente, si capisce che la situazione generale è tutt’altro che positiva, visto che questa crescita è minima rispetto alla crescita della raccolta che si aggira intorno al 100%.

Bingo, poker e casino online trainano tutto il mercato

L’esame delle tabelle riportate nel comunicato AAMS mostrano che bingo, poker e casino online trainano tutto il mercato mostrando una netta crescita rispetto al 2010 (i casino, non esistevano del tutto nel 2010), mentre tutti gli altri settori del gioco a distanza mostrano un calo nella spesa, chi più e chi meno.

Quali sono i settori in grande crisi

I settori in maggior crisi sono le scommesse ippiche (-32,1%), i gratta e vinci (-32,1%), l’ippica nazionale e internazionale e il concorso V7 (-29,6%), i concorsi pronostici e scommesse sportive a totalizzatore (-40,0!!!!), mentre le scommesse sportive a quota fissa scendono solo del -1,9%.

La crescita nei settori positivi

Chiudono in positivo il bingo online con un +24,3%, il superenalotto e superstar + Win for life con +34,2% e tutte le modalità di giochi di poker e casino online che chiudono il 2011 con un +15,2%. Essendo il poker e i casino online i settori che hanno generato la raccolta maggiore, quasi 8,5 miliardi di euro, la spesa che hanno generato è riuscita a compensare le perdite degli altri settori. Il bingo influenza in modo assolutamente minore visto che la raccolta complessiva nel 2011 è stata di 183.507.258€ contro gli 8.417.928.947€ di casino e tutte le modalità di gioco del poker online.

La spiegazione dei dati di AAMS

La spiegazione di questo fenomeno è semplice ed evidente: nonostante la raccolta generale sia aumentata di circa il 100%, la spesa è stata generata soprattutto da poker e casino online, settori in cui la maggior parte della raccolta viene resa ai giocatori sotto forma di vincita. Al contrario, in settori dove il payout è molto basso e molti più soldi rimangono all’AAMS, come per esempio tutti i tipi di lotterie e le scommesse ippiche la raccolta è sensibilmente diminuita se non crollata.

Il settore con la raccolta più alta dopo poker e casino online è quello delle scommesse sportive. Nonostante anche in questo settore ci sia stata una flessione nella spesa, il fatto che si tratti di una raccolta di “soli” 1,125 miliardi di Euro rispetto agli 8,5 miliardi di poker e casino ha danneggiato solo parzialmente la spesa generale.

In generale, osservando il mercato del gioco a distanza da quando è stato lanciato nel 2008, si riscontra un grosso interesse iniziale che si è rispecchiato in una grossa crescita dal 2008 al 2009. Nel 2010 alcuni settori hanno continuato a crescere mentre altri si sono assestati o sono leggermente diminuiti. Osservando il 2011 c’è da pensare che senza l’introduzione in luglio di poker cash game e casino online, la raccolta di tutto l’anno avrebbe portato a un calo della spesa generale rispetto al 2010.

Conclusioni

Il lavoro dell’AAMS sembra, dunque, sempre più difficile. Le caratteristiche di chi gioca e scommette online sono destinate ad influenzare in modo molto significativo il modo di pensare ed agire dei Monopoli di Stato. Se questi vogliono continuare ad essere una grande fonte d’introito per le casse del tesoro italiano, devono tenere conto del fatto che i settori che creano una grossa raccolta sono anche quelli che generano percentuali di spesa estremamente basse.