Poker Texas Hold’em: le nuove generazioni

Poker Texas Hold’em: le nuove generazioni

Un 2011 che ha visto l’affermazione di tanti giovani talenti che al tavolo verde si sono fatti davvero rispettare. Le loro caratteristiche? Amano i riflettori, vengono da esperienze nei giochi di strategia e hanno la competizione nel sangue. Fra questi Pius Heinz, Sam Trickett e Martin Staszko.

Se da un lato il Poker Texas Hold’em è un gioco in cui la strategia e l’esperienza risultano delle componenti fondamentali, dall’altro è pur vero che nel 2011 le nuove generazioni si sono fatte davvero strada e hanno raggiunto dei risultati davvero sorprendenti. Mai come nell’anno passato in alcuni tornei di poker come le WSOP o altri di importanza internazionale sono stati vinti da giocatori così giovani. Vediamo, allora di fare una prima analisi.

Le nuove generazioni: alcune caratteristiche

Pensate che i giocatori di poker sbocciati negli ultimi tempi vengano dalle bische clandestine o da ambienti poco raccomandabili? Niente di più sbagliato. I professionisti di oggi, e le nuove generazioni in particolare, sono dei veri e propri sportivi che spesso hanno raggiunto questa disciplina avvicinandosi prima a giochi di strategia e in seguito al tavolo verde. Una caratteristica che può sembrare strana ma che a rigor di logica è facilmente comprensibile.

Le nuove generazioni: un atteggiamento da star

Chiaramente quei giocatori che sono esplosi nel momento in cui il Poker Texas Hold’em si è affermato, hanno un background differente rispetto a quelli di qualche decade fa. E questo perché la notorietà ha trasformato questa disciplina in un vero e proprio sport ripreso dalle telecamere di alcuni dei più importanti canali del mondo. Il risultato è che le nuove generazioni assomigliano più a delle star che a dei giocatori vecchio stampo.

Le nuove generazioni: la resistenza alla competizione

Certo, è pur vero che il poker a cinque carte può aiutare davvero tanto nella dissimulazione, ma nella versione texana ciò che conta veramente sono la lettura dell’avversario e delle carte, visto che a differenza di quello a cinque carte sul tavolo ce ne sono cinque scoperte. E visto che è un gioco in cui la resistenza alla tensione può fare davvero la differenza, non è un caso che molti giocatori provengano anche da un passato di sportivi.

La storia di Sam Trickett

E’ la storia del giovane inglese Sam Trickett che dopo aver militato in alcune categorie di calcio semi professioniste, a seguito di un grave infortunio, si è allontanato dal campo di calcio per raggiungere, invece, il tavolo verde. I risultati del 2011 parlano chiaro e l’inglese di East Retford, dopo aver ottenuto più di un risultato positivo, non è più una promessa, ma uno dei migliori giocatori di poker del momento.

Pius Heinz vincitore del Main Event WSOP 2011

Fra i tanti campioni di poker emergenti che hanno primeggiato lo scorso anno non potevamo non citare Pius Heinz, trionfatore al Main Event WSOP. Il giovane giocatore tedesco è la dimostrazione tangibile del fatto che i teutonici al tavolo verde si fanno davvero rispettare. L’atteggiamento? Ama i riflettori e come succede alle grandi star conosciute al vasto pubblico, non si trova per niente a disagio nella notorietà e nei grandi tornei.

Martin Staszko: da operaio a campione di Poker Texas Hold’em

E visto che siamo in tema di World Series of Poker non potevamo non mettere nella nostra lista un altro campione appena emerso sulla scena. Pur essendo un po’ più grande di Pius Heinz, Martin Staszko, battuto al Main Event WSOP 2011 soltanto dal teutonico, ha dimostrato anche lui di essere un grande campione. E dopo aver passato una vita da impiegato, conservando la passione per gli scacchi, è riuscito a imporsi a livello internazionale.

Un gioco alla portata di tutti

Insomma, tre grandi campioni che nel 2011 hanno raggiunto traguardi sorprendenti e che sono la dimostrazione tangibile di quanto il Poker Texas Hold’em sia un gioco davvero alla portata di tutti. Con questo non vogliamo dire che il talento non sia necessario (anche perché altrimenti non ci sarebbero player migliori di altri) ma dedizione, senso della competizione e a volte un po’ di fortuna possono davvero fare la differenza.