Poker Online: tra futuro e realtà

Poker Online futuro incerto

Quale sarà il futuro del poker online? Una domanda che nasconde in sé delle variabili che non possiamo calcolare e che ancora lasciano perplessi anche i più ottimisti. Certo è che dopo il Black Friday di avvenimenti ne sono successi davvero tanti e forse per una ripresa negli USA dovrà passare ancora un po’ di tempo.

Da un anno a questa parte nel mondo del poker online di cose ne sono successe davvero tante e chiaramente l’assenza degli Stati Uniti da questo mercato ha portato a delle conseguenze più che evidenti sull’andamento delle poker room. La situazione, però, sotto certi punti di vista, appare contraddittoria perché, sebbene ci sia stato un calo dei player USA, a breve ci potrebbe essere una ripresa di un settore che a partire dall’aprile dell’anno scorso ha registrato un calo più che evidente.

Esodo di player dagli Stati Uniti

Ma facciamo un passo indietro e partiamo proprio dal Black Friday e dalla messa al bando del poker online targato USA. La prima conseguenza più che evidente è relativa al massiccio calo dei giocatori di poker residenti negli Stati Uniti. Molti di loro, infatti, e soprattutto i professionisti, per continuare il loro lavoro si sono trasferiti all’estero, spesso in paesi limitrofi come il Canada, dove hanno potuto proseguire le loro prestazioni ai tavoli verdi virtuali.

Alcuni dati statistici

I dati parlano chiaro e se prendiamo in considerazione quelli relativi al febbraio di quest’anno il calo di giocatori di poker raggiungeva il 16%. A questo, però, va aggiunto che in molti altri paesi la fame di Poker Texas Hold’em è diventata, ormai, piuttosto evidente e se la discesa del poker in rete non è stata poi così verticale lo si deve, probabilmente, a questo fattore. Basti pensare che in Canada tre persone su quattro giocano a poker.

SCOOP 2012: numeri sorprendenti

Inoltre se consideriamo l’andamento delle SCOOP 2012, ovvero le Championship of Online Poker, i dati ci potrebbero sembrare addirittura discordanti. Rispetto all’anno precedente, infatti, c’è stata una crescita di circa il 14%, con all’attivo più di 500 mila player. Certo, è pur vero che in questo caso stiamo parlando di Pokerstars, la poker room più famosa al mondo che dopo il tracollo di Full Tilt Poker ha ottenuto sicuramente dei vantaggi personali.

Cresce la risonanza mediatica dei tornei online

Quello che, però, ci sembra piuttosto evidente, stando ai numeri riportati dalle SCOOP 2012, è che le competizione di poker online, come del resto tutti i tornei di questa disciplina, stanno crescendo sempre di più, acquistando lungo il cammino una risonanza mediatica sempre maggiore. E non è casuale che giocatori come Viktor Blom, il ventunenne finlandese, stiano acquisendo una popolarità sempre crescente in un mondo sempre più appassionato per il Poker Texas Hold’em.

Quale futuro negli Stati Uniti?

Quale sarà, allora, il futuro del poker online? E soprattutto, domanda ancora più scottante da cui dipende la ripresa effettiva di questo mercato, quale sarà il futuro del poker virtuale statunitense? Per il momento non possiamo darvi una risposta, anche perché è molto probabile che i politici degli Stati Uniti stiano ancora cercando di capire quale potrebbe essere la legislazione migliore per il proprio paese.

Una petizione arriva alla Casa Bianca

Tuttavia, la petizione arrivata nelle stanze del Presidente Barack Obama, che contava oltre 10 mila firme, la dice lunga su quanto i giocatori USA vorrebbero riprendere al più presto a giocare sulle loro poker room preferite. La risposta, però, arrivata dalla Casa Bianca firmata dal vicedirettore del consiglio economico nazionale Brian Deese se da un lato ha lasciato molti dubbi dall’altro ha fatto intravedere uno spiraglio di luce ai tanti appassionati di Poker Texas Hold’em.

Certo, in tutto questo contesto, in cui le variabili si moltiplicano, ci appare ancora poco chiaro il ruolo che potrebbero avere le lobby di Las Vegas, ma per il momento non possiamo fare nessuna ipotesi per il futuro. Ci sembra, però, poco probabile che il poker online resti ancora un tabù, specie in un mercato come quello degli Stati Uniti che fruttava alle poker room almeno 1,7 miliardi. E non sono cifre poi così banali.